lunedì 10 settembre 2018
La potatura: come ritrovare il tempo di vita
martedì 13 gennaio 2015
Andare a Piedi e in Bicicletta - estratti
Tempo
lunedì 21 luglio 2014
Wangari Maathai per la decrescita
lunedì 3 settembre 2012
A dieta di modernità
- Per partecipare all'iniziativa occorre mandare una email all'indirizzo creazione.valore@gmail.com indicando nome, comune di provenienza, l'oggetto scelto per la dieta e la data di inizio;
- il periodo di dieta deve essere minimo un mese;
- il periodo di dieta deve essere totale e continuativo;
- a fine del periodo, con tutta calma e serenità, scrivere un breve articolo, anche poche frasi, sulla propria esperienza, riportando episodi, riflessioni, pareri, conclusioni positive e negative;
- in caso il perido non venga portato a termine, è possibile ricominciare da capo, oppure anche scrivere un'email riportando riflessioni e commenti sul motivo per cui non si è riusciti a finire la dieta.
mercoledì 16 maggio 2012
Appunti dai Paesi Bassi
venerdì 20 aprile 2012
Sobrietà, secondo Maurizio Pallante
lunedì 28 novembre 2011
Una giornata serenamente decrescente
lunedì 7 novembre 2011
ELENCO BUONE PRATICHE PER IL RISPARMIO ENERGETICO
SEMPLICI CONSIGLI, GRANDI RISULTATI
Redatto dall’Arch. Daniela Brarda, estratto dal sito Università del saper fare
Senza sacrifici e senza rinunce al comfort, si può modificare lo stile di vita per utilizzare in modo corretto e sostenibile le risorse energetiche ed ambientali
· Abbassare le tapparelle delle finestre appena fa buio per impedire la dispersione del calore interno attraverso i vetri delle finestre.
· Non aprire le finestre quando l'impianto di riscaldamento è in funzione. E' un inutile spreco, l'aria calda dei radiatori tende a uscire verso l'esterno lasciando posto a quella fredda.
· Non aerare i locali troppo a lungo. In inverno aprire le finestre nelle ore più calde e in estate nelle ore più fresche
· La manutenzione e la pulizia regolare della caldaia, effettuata da tecnici specializzati, permette di avere il riscaldamento in piena efficienza e ridurre gli sprechi nel consumo di gas durante la stagione fredda. E' consigliabile effettuarla nel mese di settembre, quando le ditte specializzate non sono nel pieno della loro stagione lavorativa e possono dedicare più tempo alla manutenzione degli impianti ed eventualmente provvedere per tempo e senza disagi per gli utenti alla riparazione e messa a punto della caldaia.
· In caso di prolungata assenza spegnere la caldaia e regolate il timer per farla riaccendere poco prima del vostro ritorno.
· La temperatura di benessere in casa è di circa 20 gradi di giorno e 16 di notte. Ogni grado in più equivale a una maggiorazione della spesa del 6-10% (o superiore, molto dipende dal vostro comportamento come utente).
· Applicare un film trasparente termoisolante. E' una scelta più economica del doppio infisso, consente di ridurre la dispersione di calore dalle finestre applicando un rivestimento adesivo trasparente sul vetro. Si tratta tuttavia di una soluzione temporanea, meno efficace del doppio infisso nel trattenere il calore.
· tenere la temperatura della caldaia più bassa possibile; più i termosifoni sono estesi, minore è la temperatura necessaria al calorifero per scaldare l'abitazione;
· scaldare le diverse camere in modo diverso a seconda dell'uso;
· scaldare solo nelle ore in cui è necessario;
Per chi vive in condominio
Gli impianti centralizzati sono molto più efficienti delle caldaie autonome, che sono peraltro più pericolose.
Nei condomini l'autonomia si può realizzare con la contabilizzazione separata del calore, che responsabilizza gli utenti all'uso razionale dell'energia e permette a ciascuno di programmare la temperatura desiderata.
Anche la legge riconosce questa priorità: gli edifici nuovi e ristrutturati devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.
Inoltre per decidere di cambiare il sistema di contabilizzazione è sufficiente il voto della maggioranza dei presenti all'assemblea condominiale in seconda convocazione e di quelli che possiedono la maggioranza dei millesimi.
Il risparmio sulla bolletta energetica rispetto all'impianto centralizzato è di circa il 20%.
· Pulire regolarmente le lampadine. La polvere che vi si deposita sopra può ridurre del 10% il livello di illuminazione.
· Nelle lampade per l'illuminazione esterna installare sensori di movimento. Permettono di risparmiare energia accendendo la luce solo quando si avvicina qualcuno.
· nei viali del giardino applicare lampioncini fotovoltaici. Si ricaricano col Sole e non sprecano energia elettrica.
· acquistare elettrodomestici a basso consumo energetico in clase A o A+;
Frigorifero
· sbrinare spesso il freezer: la formazione di ghiaccio alza i consumi
· sostituire le guarnizioni nell’eventualità di crepe o deformazioni
· pulire le serpentine esterne del condensatore: lo sporco riduce l’efficienza
· se è vecchio e si vuole sostituirlo, acquistare un modello ventilato di classe A+ o A++ (ridurrai del 40% il consumo energetico e avrai diritto ad un incentivo del 20% sul prezzo di acquisto, fino ad un massimo di 200 euro)
· calcolare una capienza sufficiente per la famiglia: un frigorifero inutilmente grosso consuma di più, per 4 persone bastano 220-280 litri
Climatizzatore
· impostare la temperatura a 5-6 gradi in meno rispetto a quella esterna
· tenere chiuse le finestre onde evitare sprechi
· ombreggiare le finestre esposte a sud e a ovest
Lavatrice
· non lavare mai a 90 gradi
· evitare il prelavaggio, tranne se necessario
· prediligere il pieno carico
· chiedere all’installatore di collegare la lavatrice alla rete dell’acqua calda
· usare la lavatrice la sera o nel fine settimana, quando il prelievo di corrente è più basso
Lavastoviglie
· usare il pieno carico
· non eseguire il prelavaggio
· evitare le temperature troppo alte
· bloccare il ciclo di asciugatura ad aria calda, che consuma molto, piuttosto asciugare a temperatura ambiente aprendo il portello
· chiedere all’installatore di collegare la lavastoviglie alla rete dell’acqua calda
· utilizzare i cicli brevi se le stoviglie sono poco sporche
· utilizzarla nelle ore in cui l’energia costa di meno
Forno
· non aprire troppe volte la porta per controllare la cottura: utilizza la luce interna
· se è ventilato, azionare la ventola: si potrà tenere più bassa la temperatura e cuocere contemporaneamente più piatti
Scaldabagno
Quello elettrico è davvero oneroso. Meglio un modello a gas che fa risparmiare il 40% sulle bollette e riduce le emissioni di gas serra. Usalo così:
· controllarlo periodicamente per evitare depositi di calcare che lo rendono meno efficiente
· regolare il termostato a 40-50 gradi
· spegnerlo di notte e quando non serve
· fare la doccia (consumando 25/30 litri) invece del bagno (anche più di 100 litri!);
· lavare frutta e verdura in bacinella e non in acqua corrente e riutilizzare l'acqua per innaffiare le piante;
· chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti, ci radiamo
· fare riparare i rubinetti o il water che gocciolano; da un rubinetto che perde una goccia ogni due secondi fuoriescono quasi 6000 litri di acqua all’anno;
· nei giardini domestici evitare pavimentazioni impermeabilizzanti
· a proposito di annaffiatura: avendone la possibilità non usiamo acqua potabile ma acqua di pozzo o di cisterna raccogliendo l'acqua piovana, e soprattutto innaffiamo il giardino al mattino presto oppure dopo il tramonto: il terreno caldo fa evaporare buona parte dell'acqua prima che venga assorbita, e lo sbalzo termico rovina le piante. Inoltre, innaffiare sempre lentamente, in modo che l’acqua non scorra via e penetri in profondità (almeno per 30 centimetri), favorendo la crescita di radici forti e profonde, più resistenti alla siccità. Infine, non aspettare che il suolo sia completamente secco e indurito per innaffiare, poiché assorbe l’acqua peggio e più lentamente. Usare la pacciamatura , cioè ricoprire di materiali organici (pezzi di corteccia di pino, frammenti di legno e compost, pellets, frammenti di pigne, etc.) o minerali (lapilli vulcanici, conchiglie, ghiaia, etc.) il terreno in modo da formare uno strato di 10-15 centimetri che protegge le radici dalla siccità e dal caldo eccessivo, ed il suolo rimane più fresco e trattiene meglio l’acqua, riducendo fortemente l’evaporazione.
giovedì 8 settembre 2011
Appunti dal Portogallo. Considerazioni personali sulle questioni ambientali e dintorni.
Al termine di questa breve ma intensa esperienza portoghese, e vista anche la tematica principale sulla quale verteva l’intero progetto, ovvero l’ambiente, ritengo opportuno nonché dilettevole riportare a margine alcune piccole impressioni personali sulle questioni ambientali e la loro incidenza nella vita di tutti i giorni.
Ancor prima di arrivare, sorvolando il Portogallo in aereo e poi percorrendo le strade a grande scorrimento, si notano diversi impianti eolici in funzionamento, soprattutto sui crinali di monti non troppo elevati. Infatti, già nel 2008 in Portogallo erano installati 2862 MW di eolico e 3898 MW alla fine del 2010, risultando il sesto paese nella comunità europea per potenza installata e il quinto (31 MW/1000 km2, al 2008) se si considera la potenza installata sull’unità di superficie del territorio nazionale [1]. Per termine di paragone, il carico elettrico di picco in Portogallo oscilla solitamente tra 7 e 10 GW, quello italiano è ben superiore (~45 GW).
Lo sviluppo del fotovoltaico ha raggiunto e superato i 130 MW di potenza di picco installata alla fine del 2010 [2]. Una quantità ancora piuttosto limitata, ma che comunque è destinata a crescere nel prossimo decennio.
Come in tutti gli altri paesi, anche in Portogallo la diffusione di impianti alimentati ad energia rinnovabile è strettamente legata alle decisioni politiche in materia di incentivi statali che permettano investimenti sicuri e ne riducano il tempo di ammortamento a circa 7-8 anni.
La tutela del nostro ambiente e la sostenibilità delle nostre attività sono ben lontani dall’essere completamente salvaguardati dal crescere esorbitante delle fonti rinnovabili, che pur rappresentano una buona direzione per il nostro futuro.
Ancora più importante e decisivo sarà il nostro comportamento sostenibile nella vita quotidiana, che influenzerà di conseguenza tutti gli altri ambiti.
Cominciando dai trasporti, sicuramente il mezzo più utilizzato in Portogallo è l’automobile. Escludendo Porto e Lisbona che sono ben servite nelle loro aree urbane da un’efficace rete di bus, tram e metro, le restanti città portoghesi, tutte di piccola e media dimensione sono principalmente a “misura d’auto”.
In una cittadina come Viseu, ad esempio, con i suoi 93500 abitanti [3], ha una vasta diffusione superficiale e una bassa densità di abitazione (Siena con i suoi 54526 abitanti ha una densità di 461 ab./km2 contro i 184 di Viseu [3]), sfavorendo di conseguenza il funzionamento efficace dei mezzi di trasporto pubblici, nonché delle biciclette.
Passeggiando per le vie di Viseu, che non siano quelle del piccolo centro storico, ci si sente veramente soli sui marciapiedi, pochi sono i pedoni che percorrono tratti rilevanti, pochissime le biciclette. In Italia le cose vanno forse peggio, certe volte viene persino da pensare che alcune zone della città siano state pensate e costruite per le automobili e non per le persone.
Devo ammettere però che i pedoni portoghesi, a differenza degli italiani, sono solitamente più rispettati, specie nell’attraversamento sulle strisce. In Portogallo è sufficiente avvicinarsi alle strisce pedonali per far rallentare e fermare anche con estremo anticipo le automobili che sopraggiungono rapidissime. In Italia, il pedone guardingo deve cogliere l’attimo utile per potere fare un guizzo tra una macchina e l’altra, senza sperare di veder qualcuno rallentare per permettere il suo passaggio sicuro.
Una città come Viseu, capoluogo del relativo distretto, non ha una stazione ferroviaria e il servizio di autobus urbano non è molto popolare, specialmente tra i giovani. L’esempio lampante dello spreco di risorse è la costruzione della funicolare, una goffa cabina che viaggia su dei binari a una velocità imbarazzante per un percorso che non raggiunge neanche i 400 metri, e di cui solo la metà in salita. Per fortuna il biglietto è gratuito!! Altrimenti non la userebbe davvero nessuno, neanche qualche curioso turista.
In città non sono presenti piste ciclabili, né strutture per il parcheggio delle biciclette. È stata realizzata una pista ciclabile che dalla periferia percorre diversi chilometri fuori città, e che quindi è prevalentemente utilizzata per scampagnate domenicali.

Zona periferica di Viseu – dominata dalle auto
Uscendo la sera per bere qualcosa si nota subito quanto sia economica la birra portoghese e quanto sia piacevole consumarla al tavolo parlando con gli amici. La quantità di bottigliette di vetro accumulate ogni sera nei bar è enorme. Fa comunque piacere sapere che il vuoto viene reso indietro, infatti provando ad allontanarsi dal bar con la bottiglia in mano non ancora vuota veniamo rincorsi dal cameriere e gentilmente pregati di finire la birra e rendere a lui il vuoto. In Italia non accadrebbe mai una cosa del genere.
Passando da un bar all’aperto a una discoteca al chiuso veniamo invasi dal fumo delle sigarette, che per gli italiani ormai è solo un brutto ricordo. In Portogallo, ancora oggi, in quasi tutti i locali pubblici è permesso fumare senza alcuna restrizione.
L’aria condizionata è molto utilizzata in Portogallo e spesso se ne fa abuso, d'altronde come in tutti i paesi “sviluppati”. Dà stupore vedere i condizionatori accessi, anche quando non c’è un effettivo bisogno, sparare aria gelida che crea fastidio anziché apportare sollievo.
Dopo pochi giorni di ottima cucina portoghese, ci si rende conto che il piatto principe della cucina locale è la carne, accanto al pesce non molto caro. Passeggiando per le strade di Viseu si può sentire l’odore di carne grigliata persino alle ore più improbabili. La dieta portoghese, non proprio gemella di quella mediterranea, lascia largo spazio alle proteine animali, sfavorendo un’alimentazione più salutare e più rispettosa dell’ambiente e delle risorse naturali, basata invece su cereali e legumi. In Portogallo mangiare carne più di una volta al giorno è normale.
Come in Italia, i supermercati portoghesi sono ben forniti di ogni tipologia di prodotto, nelle varianti, colori, confezioni più disparati, tutto assortito e super conveniente. Si fa un largo uso di bottiglie in plastica per l’acqua, ma la cosa che stupisce sono le birre e tutte le altre bevande in bottiglia o lattina nella loro versione mini, ovvero in una dimensione ridotta da 20 cl, praticamente un solo bicchiere. Davvero molto carine come soprammobili, ma effettivamente un grosso spreco di materiale ed energia.
In un pomeriggio assolato ma non assolutamente afoso, percorro la tangenziale del centro storico, camminando sul marciapiede deserto, accompagnato soltanto dal rumoroso sfrecciare delle automobili (i motorini, che spesso fanno più rumore, per fortuna sono molto rari). Salendo per un tratto a un certo punto, sulla destra, si apre uno scorcio sul centro della città, con la suggestiva vista della cattedrale dominante la parte più alta. Colpito da quel panorama e dal calar del sole che lo rende ancor più invitante, non posso fare a meno di estrarre la macchina fotografica per immortalare quello spettacolo. Abbassando lo sguardo però l’estasi dovuta al paesaggio ridente si trasforma in cupa delusione nel vedere quanta sporcizia e quanti rifiuti siano abbandonati nel prato davanti a me. Il mio scatto né è rimasto tristemente impressionato.

Vista della cattedrale di Viseu
Negli ultimi giorni della mia permanenza colgo l’occasione di visitare per un giorno intero il festival musicale Andanças, che si tiene ogni anno in agosto in Carvalhais nei pressi di S. Pedro do Sul. L’evento mi colpisce a cominciare dalla presentazione sul sito e dalle indicazioni per raggiungere il luogo nelle quali si evidenziano le emissioni di CO2 che si possono risparmiare utilizzando i mezzo pubblici e incoraggiando i partecipanti a prendere il servizio bus dedicato all’evento con ulteriori sconti. Il festival comprende workshop di varie tipologie, principalmente di danza e di musica. Nel pomeriggio si susseguono lezioni di gruppo per svariati tipi di balli, altri workshop sono dedicati alle tematiche di sostenibilità ambientale come ad esempio l’impiego di erbe e composti naturali.
Il festival include anche un camping in una pinetina e un’area ristoro. Il tutto gestito e organizzato interamente da volontari che prestano il loro contributo in cambio della partecipazione gratuita al festival nelle ore libere (4 ore di lavoro ciascuno).
Un grande segno di civiltà, oltre che di coscienza ambientale, è l’assoluta assenza di bicchieri e bottiglie di plastica o di carta e di lattine. Ogni bar serve le bevande direttamente nei bicchieri delle persone; infatti ognuno ha la possibilità di comprare un bicchiere di latta e di usarlo al bar per bere ciò che ordina, oltre che per bere l’acqua liberamente distribuita in tutto il campo tramite un sistema di tubazioni e fontanelle diffuse. Persino la mattina è possibile fare colazione usando la propria “tazza”, doverosamente ripulita dalla sera prima. Un’idea banale ma che funziona benissimo e che probabilmente vale più di tante complesse manovre ambientali concepite dai politici nei palazzi di potere.
Sulla stessa riga, alla mensa il cibo è servito con piatti e posate non di plastica o carta, che ognuno, finito il pasto, deve sistemare accuratamente nella relativa cesta per poi essere lavati. Un’altra cosa che mi colpisce e incuriosisce mentre faccio la fila all’ingresso della mensa, collocato in posizione bene visibile per tutti, è un grosso contenitore trasparente nel quale viene gettato via via il cibo che resta sui piatti una volta puliti. Una scala graduata riporta la quantità in tonnellate di alimenti sprecati raggiunta. Anche questa è una semplice trovata per sensibilizzare tutti quanti al minimo spreco di una risorsa così preziosa come il cibo, e perché no, allo stesso tempo anche una sorta di trofeo alla buona condotta di ciascuno dei partecipanti, visto che il livello resta sempre basso col passare del tempo.
Queste piccole accortezza, come molte altre semplici idee, sono prove evidenti del fatto che la prima azione nel contrastare un uso incivile e irrispettoso dell’ambiente e delle sue risorse scaturisce proprio da banali, ma geniali, accorgimenti. Per rispettare l’ambiente e vivere da persone civili in una società civile non occorrono esclusivamente tecnologie avanzate e costose, ma ancor più incisive sono le piccole pratiche di serena e pacifica sobrietà.

Festival Andanças - Area relax
Luca Madiai
Viseu, agosto 2011
Riferimenti bibliografici
[1] Dati estratti dalle statistiche presenti nel sito http://www.ewea.org/
[2] Dati estratti dalle statistiche presenti nel sito http://www.eurobserv-er.org
[3] Dati Wikipedia
mercoledì 31 agosto 2011
Mai più bottiglie di plastica
giovedì 25 agosto 2011
Il senso della "civiltà"




