lunedì 27 aprile 2015
La società dell'utopia è possibile
lunedì 17 febbraio 2014
L'esperienza di Matteo Majer
Eccone un estratto:
lunedì 23 aprile 2012
La politica della decrescita imposta e la politica della decrescita felice
martedì 10 aprile 2012
Grazie a Dio c'è la crisi !

mercoledì 7 marzo 2012
Sinonimi pericolosi
«Non dovremmo aver paura di cambiare mentalità, di vedere le cose da un altro punto di vista. Non ci dovremmo affezionare a concetti comodi, o a verità consolidate dal tempo. Tutto è in evoluzione. Noi esseri umani stiamo evolvendo nel nostro cammino su questo pianeta, stiamo crescendo giorno dopo giorno, non abbiamo mai smesso di farlo. L’unica differenza è che fino ad oggi abbiamo rivolto lo sguardo solo al di fuori di noi stessi. Adesso è arrivato il momento di crescere dentro» Luca Madiai
lunedì 13 febbraio 2012
Perchè siamo infelici? perchè siamo felici?
lunedì 28 novembre 2011
Una giornata serenamente decrescente
giovedì 28 luglio 2011
Principi della felicità assoluta :-)

Per una teoria scientifica della felicità
Primo principio della felicità assoluta
“La felicità assoluta non può essere né creata né distrutta ma solo trasformata: cambiando le nostre sofferenze in vittoria, lo stato di buddità si manifesta spontaneamente. La felicità assoluta è intrinseca alla nostra vita, non ha nascita e morte, è illimitata e permea l’intero universo in tutti i suoi fenomeni, l’esistente e il non esistente, senza tempo e senza spazio. La differenza sta nel fatto di manifestare la felicità o di tenerla nello stato latente”.
Secondo principio della felicità assoluta
“Dal momento che ogni individuo intraprende il percorso di trasformazione del proprio spirito, chiamato anche Rivoluzione Umana, la felicità assoluta manifesta dell’intero universo può solo aumentare, o al più rimanere costante. La felicità assoluta aumenta all’aumentare degli individui che intraprendono la via del bodhisattva. L’universo perciò tende naturalmente verso la felicità assoluta.”.
Attenzione a non fare confusione tra felicità assoluta e relativa, infatti i precedenti principi valgono solo nel caso di felicità assoluta. Per chiarimenti suggeriamo la lettura del seguente estratto.
La differenza tra felicità assoluta e felicità relativa
«In breve, la Buddità è una condizione di felicità assoluta e indistruttibile. La "normale" felicità, al contrario, è in effetti una felicità relativa: la ricchezza, la salute, la pace, sono tutti esempi di felicità relativa, non assoluta. In altre parole, la felicità relativa è quella che dipende dalle condizioni esterne. Nel momento in cui una di queste condizioni scompare, la felicità relativa viene distrutta e, se la perdita è grave, cadiamo nella disperazione. In definitiva, la felicità che deriva dalla sicurezza economica, da una famiglia felice o da un buon lavoro, non può in alcun modo essere considerata eterna. Inoltre, il fatto stesso di godere di una felicità relativa può essere oggetto di invidia e gelosia da parte di chi non ha la stessa fortuna, e diventare perciò causa di infelicità. Questi limiti e questa instabilità sono connaturati con la felicità terrena e caratterizzano la vita in questo mondo.
Al contrario della felicità relativa e transitoria, la felicità assoluta della Buddità non è turbata dai mutamenti di circostanze o dalle difficoltà. In altre parole, sebbene la felicità assoluta non implichi la libertà dalle sofferenze e dai problemi, essa comporta il possesso di una forza vitale vibrante e vigorosa e della stessa saggezza necessaria per sfidare e superare tutte le sofferenze e le difficoltà che possiamo incontrare. Facendo nostra una simile condizione, possiamo vivere la nostra esistenza terrena con fiducia incrollabile. La Buddità è inoltre dotata di una profonda compassione per gli altri ed è una fonte inesauribile di valore, colmando così di dignità la nostra vita. In ultima analisi, tutti gli elementi che ci mettono in grado di condurre vite veramente umane sono contenuti nello stato di Buddità. Manifestare e concretizzare questo supremo stato di vita è chiamato "conseguire" la Buddità, ed è la meta ultima della pratica buddista.
La Buddità esiste eternamente nella vita di tutte le persone; raggiungere la Buddità non significa diventare esseri straordinari, ma solamente sforzarsi di manifestare la natura di Budda latente nella propria vita».
Estratto da “I misteri di nascita e morte”, Daisaku Ikeda
lunedì 9 maggio 2011
DFRU: Felicità e benessere, parte 19/30

domenica 8 maggio 2011
The Economics of Happiness di Helena Norberg-Hodge, Steven Gorelick e John Page
un film di H. Norberg-Hodge, S. Gorelick e J. Page (2011 - 67')
versione originale con sottotitoli in italiano
Alla presenza di Vandana Shiva




