«Un uomo è ricco in proporzione del numero di cose delle quali può fare a meno»
Henry David Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi

domenica 11 gennaio 2026

Pensiero #14

 C'è qualcosa di profondamente eretico nel concetto di decrescita. L'eresia sta nell'abbandonare l'idea della crescita ad ogni costo, ma soprattutto nello sconfessare la fede cieca nella forma di ideologia più potente mai esistita: quella del progresso materiale e dell'attaccamento al proprio ego. 

mercoledì 24 dicembre 2025

Pensiero #13

 La famiglia è l'ultimo baluardo di resistenza contro la deriva progressista-materialista. Per questo è continuamente sotto attacco. 

domenica 7 settembre 2025

Pensiero #12

Più la tecnologia avanza più è potente la sua capacità alienante.

Con la meccanizzazione spinta ha atrofizzato i muscoli umani. Adesso, con la diffusione dell'intelligenza artificiale, sarà la volta del cervello umano.

mercoledì 28 febbraio 2024

Pensiero #11

L'unica strada percorribile, da noi "occidentali", è quella di fare un gigantesco e umile passo indietro, e riconoscere di aver finora inseguito dei falsi idoli, quali quelli di crescita, progresso, sviluppo, cercando di soddisfare solamente il piccolo io individuale, per tornare così alla nostra vera natura di esseri umani, immergendoci nel nostro grande ed eterno io, quello che tutto permea, recuperando infine il nostro indissolubile legame con la Natura, ovvero con noi stessi.

domenica 19 novembre 2023

Pensiero #10

Non vi rendete conto che i cosidetti femminicidi, come tanti altri abominevoli fenomeni della nostra società globale, derivano da una cultura, di matrice occidentale, che mette al centro di tutto l'ego, il piccolo io, che separa l'io dal resto, che incoraggia la competizione, la sopraffazione, l'apparire piuttosto che l'essere. Lo stesso tipo di cultura che ogni giorno, con ogni mezzo, state sostenendo e diffondendo. Tutto il resto è ipocrita retorica. 



mercoledì 26 luglio 2023

La banalità del buon senso - Pensiero #9

Il fatto che i media e la politica (o meglio il Potere) sfruttino i cambiamenti climatici per creare terrorismo e imporre delle restrizioni di libertà, non significa che i cambiamenti climatici non siano reali. 

Ciò è già avvenuto con il Covid, la pandemia era reale, ma è stata amplificata e usata per terrorizzare le persone e indurle all'obbedienza più cieca.

D'altronde, tale fenomeno fa leva sullo scientismo che non è altro che una delle forme più spietate di totalitarismo. 

giovedì 5 gennaio 2023

Intelligenza artificiale, una minaccia concreta


La prima e la seconda rivoluzione industriale, oramai passate da secoli, hanno condotto l'umanità all'utilizzo massiccio della meccanizzazione per svolgere ogni tipo di lavoro che nelle epoche precedenti era svolto invece interamente dal lavoro degli uomini o degli animali. Sono stati i combustibili fossili ad alimentare l'industrializzazione delle nostre vite e la macchina ha sostituito i muscoli e le mani dell'uomo in ogni tipo di settore produttivo.

La meccanizzazione, assieme successivamente all'automazione grazie allo sviluppo di elettronica e informatica nella cosiddetta terza rivoluzione industriale, ha implicato la riduzione progressiva della forza umana fino al rischio di compromettere la salute umana per scarso impiego della nostra fisicità. Oggi noi siamo costretti, se vogliamo mantenerci in buone condizioni, a fare dell'attività fisica, dello sport, ancor prima che per svago, per tenere allenati i nostri muscoli che ormai non servono più a niente. Se non siamo accorti e lungimiranti rischiamo di atrofizzarli e di conseguenza danneggiare il nostro corpo anche in modo permanente.

Con il prossimo avvento dell'intelligenza artificiale il grosso rischio che corriamo è presto detto. Se con la meccanizzazione e l'automazione abbiamo man mano perso l'uso del nostro corpo, e siamo adesso costretti a tenerlo in allenamento per far in modo che non si atrofizzi, con l'intelligenza artificiale perderemo gradualmente l'uso del nostro cervello, e se non saremo in grado di mantenerlo in costante e serrato allenamento forse si atrofizzerà fino a diventare inerte. Dovranno essere create delle vere e proprie "palestre per la mente": proprio come oggi corriamo sul tapis roulant restando in realtà fermi nello stesso punto, un domani impiegheremo la mente esclusivamente in giochi e attività fini a se stesse, poiché per tutto il resto ci sarà un computer che farà ogni cosa al nostro posto.

Più che un rischio, quello dell'intelligenza artificiale è una vera e propria minaccia alla vita umana e alla Vita tutta. Con il pretesto di facilitare la nostra esistenza, rispondendo a un numero crescente di bisogni, sempre più spesso creati ad hoc, di rendersi utile e comoda (utility e commodity), la tecnologia man mano che avanza incrementa il suo potere alienante e piega l'uomo al ruolo di semplice utente (user) sempre più passivo e inespressivo.

Se non prendiamo consapevolezza che la tecnologia non è neutrale, ma nasconde intrinsecamente numerosi effetti collaterali dannosi, che tendono ad allontanare l'uomo dalla sua vera natura in un processo di disumanizzazione atroce e probabilmente irreversibile, rischiamo davvero di soccombergli.

L'alba di una nuova era dovrà partire proprio da questo: ridimensionare la cieca fede nella scienza, e più in generale nella razionalità, limitare e regolamentare l'impiego e la diffusione della tecnologia, concentrandosi invece nello sviluppo di altre capacità umane, quelle interiori, quali la compassione, l'introspezione, la solidarietà.


sabato 10 dicembre 2022

L'etica non è questione di scienza, ma di coscienza Pensiero #8

Non sarò uno scienziato, ma un po’ di scienza l'ho studiata, e proprio perché l'ho studiata ne conosco i limiti. Non si può fare della scienza un idolo, diventerebbe quello che non è, Scienza con la "s" maiuscola, ovvero un dogma inviolabile. Principio cardine della scienza, invece, è la sua stessa imperfezione, incompletezza, è la scienza stessa a mettersi continuamente in discussione, a definire le sue leggi entro confini ben delimitati.

Altra cosa è la vita umana, l'esistenza umana, altrettanto imperfetta e precaria, altre le questioni: come scegliere di vivere la nostra vita, se e come utilizzare le nozioni scientifiche e trasferirle in applicazioni tecniche. Allora qui siamo nel campo dell'etica, e la scienza non c'entra proprio nulla, si tratta soprattutto di coscienza, di leggi dell'anima magari, ma non assolutamente di fatti scientifici.

Dovrebbero essere in primo luogo i principi e i valori etici (autodeterminati) a comandare le nostre scelte di vita, non le leggi di scienza e di Stato (eterodirette). Ma soprattutto dovrebbe essere l'etica stessa, quella di cui oggi si evita persino di parlare, alla base del nostro Stato di diritto.