«Un uomo è ricco in proporzione del numero di cose delle quali può fare a meno»
Henry David Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi

giovedì 5 gennaio 2023

Intelligenza artificiale, una minaccia concreta


La prima e la seconda rivoluzione industriale, oramai passate da secoli, hanno condotto l'umanità all'utilizzo massiccio della meccanizzazione per svolgere ogni tipo di lavoro che nelle epoche precedenti era svolto invece interamente dal lavoro degli uomini o degli animali. Sono stati i combustibili fossili ad alimentare l'industrializzazione delle nostre vite e la macchina ha sostituito i muscoli e le mani dell'uomo in ogni tipo di settore produttivo.

La meccanizzazione, assieme successivamente all'automazione grazie allo sviluppo di elettronica e informatica nella cosiddetta terza rivoluzione industriale, ha implicato la riduzione progressiva della forza umana fino al rischio di compromettere la salute umana per scarso impiego della nostra fisicità. Oggi noi siamo costretti, se vogliamo mantenerci in buone condizioni, a fare dell'attività fisica, dello sport, ancor prima che per svago, per tenere allenati i nostri muscoli che ormai non servono più a niente. Se non siamo accorti e lungimiranti rischiamo di atrofizzarli e di conseguenza danneggiare il nostro corpo anche in modo permanente.

Con il prossimo avvento dell'intelligenza artificiale il grosso rischio che corriamo è presto detto. Se con la meccanizzazione e l'automazione abbiamo man mano perso l'uso del nostro corpo, e siamo adesso costretti a tenerlo in allenamento per far in modo che non si atrofizzi, con l'intelligenza artificiale perderemo gradualmente l'uso del nostro cervello, e se non saremo in grado di mantenerlo in costante e serrato allenamento forse si atrofizzerà fino a diventare inerte. Dovranno essere create delle vere e proprie "palestre per la mente": proprio come oggi corriamo sul tapis roulant restando in realtà fermi nello stesso punto, un domani impiegheremo la mente esclusivamente in giochi e attività fini a se stesse, poiché per tutto il resto ci sarà un computer che farà ogni cosa al nostro posto.

Più che un rischio, quello dell'intelligenza artificiale è una vera e propria minaccia alla vita umana e alla Vita tutta. Con il pretesto di facilitare la nostra esistenza, rispondendo a un numero crescente di bisogni, sempre più spesso creati ad hoc, di rendersi utile e comoda (utility e commodity), la tecnologia man mano che avanza incrementa il suo potere alienante e piega l'uomo al ruolo di semplice utente (user) sempre più passivo e inespressivo.

Se non prendiamo consapevolezza che la tecnologia non è neutrale, ma nasconde intrinsecamente numerosi effetti collaterali dannosi, che tendono ad allontanare l'uomo dalla sua vera natura in un processo di disumanizzazione atroce e probabilmente irreversibile, rischiamo davvero di soccombergli.

L'alba di una nuova era dovrà partire proprio da questo: ridimensionare la cieca fede nella scienza, e più in generale nella razionalità, limitare e regolamentare l'impiego e la diffusione della tecnologia, concentrandosi invece nello sviluppo di altre capacità umane, quelle interiori, quali la compassione, l'introspezione, la solidarietà.


Nessun commento:

Posta un commento