«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 1 aprile 2013

RO 9/47: Intermezzo



«Il quarto pianeta era abitato da un uomo d’affari. Questo uomo era così occupato che non alzò neppure la testa all’arrivo del piccolo principe.
“Buon giorno” gli disse questi
“Tre più due fa cinque, cinque più sette: dodici. Dodici più tre: quindici. Buon giorno. Quindici più sette fa ventidue. Ventidue più sei: ventotto. Ventisei più cinque trentuno. Dunque fa cinquecento e un milione seicento ventiduemila settecento trentuno”
“Cinquecento milioni di che ?”
“Milioni di quelle piccole cose che si vedono qualche volta nel cielo”
“Di mosche?”
“Ma no, di piccole cose che brillano”
“Di api?”
“Ma no. Di quelle piccole cose dorate che fanno fantasticare i poltroni. Ma sono un uomo serio, io! Non ho il tempo di fantasticare”
“Ah! Di stelle”
“Eccoci. Di stelle”
“E che ne fai di cinquecento milioni di stelle ?”
“Cinquecento e un milione seicento ventiduemila settecentotrentuno. Sono un uomo serio io, sono un uomo preciso”
“E che te ne fai di queste stelle?”
“Che cose me ne faccio?”
“Sì”
“Niente. Le possiedo”
“Tu possiedi le stelle?”
“Sì”
“E a che serve possedere le stelle?”
“Mi serve ad essere ricco”
“E a che serve essere ricco?”
“A comperare delle altre stelle”
“E che te ne fai?”
“Le amministro. Le conto e le riconto. È una cosa difficile, ma io sono un uomo serio!”
Il piccolo principe non era ancora soddisfatto.
“Io, se possiedo un fazzoletto di seta, posso metterlo intorno al collo e portarmelo via. Se possiedo un fiore, posso cogliere il mio fiore e portarlo con me. Ma tu non puoi cogliere le stelle”
“No, ma posso depositarle alla banca”
“Che cosa vuol dire?”
“Vuol dire che scrivo su un pezzetto di carta il numero delle mie stelle e poi chiudo a chiave questo pezzetto di carta in un cassetto”
“Tutto qui?”
“È sufficiente”
È divertente pensò il piccolo principe, e abbastanza poetico. Ma non è molto serio.
Il piccolo principe aveva sulle cose serie delle idee molto diverse da quelle dei grandi  »

Da Il Piccolo Principe, di Antoine De Saint-Exupery

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