«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 23 settembre 2015

Ciò che è invisibile, non è detto che non esista




Il nostro problema principale , come società occidentale, è quello di credere che ciò che non si vede, o che comunque non può essere percepito attraverso i sensi, non esista.

Vale per l’inquinamento, spesso invisibile, incolore e inodore, inconsistente perché sotto forma di gas, oppure di radiazioni.Vale anche per tutti quei beni immateriali che arricchiscono e nutrono la vita, come: le relazioni d’amore, l’affetto, la passione, l’amicizia, la pace, il benessere, spesso non considerate o dati per scontati. Allo stesso modo sono invisibili purtroppo anche molti effetti del nostro comportamento quotidiano, così come sono invisibili le relazioni tra cause ed effetti, o meglio la fitta rete di interrelazioni. 

Consideriamo ad esempio un prodotto economico. A confronto con la stessa tipologia di prodotto, che ha costo maggiore, magari anche del doppio, ci chiediamo subito perché costa così tanto questo? 

Ma la vera domanda da porsi sarebbe quella opposta: perché costa così poco l’altro?

Ad esempio come fa un viaggio in aereo a costare meno della metà di un viaggio in treno, magari con tratta minore? Come fa un chilo di verdura del supermercato a costare meno della metà di un chilo di verdura biologica del piccolo produttore?

Un economista vi risponderà subito con termini come economie di scala o con strategie di marketing che permettono di abbattere i costi e aumentare la produttività. Io non sono un economista, e non negherò che ciò sia vero. Ma credo fermamente che i costi di produzione non possano essere abbattuti oltre un certo limite e che per spingersi oltre è inevitabile che i costi economici si trasformino in costi di altro genere, non più a carico delle aziende, ma della società intera e dell’ambiente. Per questo potremmo, e dovremmo, parlare di costi sociali e costi ambientali, che purtroppo sono spesso difficilmente individuabili, sono come invisibili. 

Lo sappiamo che il denaro è una convenzione? Cioè che la moneta non ha nessun valore intrinseco? Questo mi sembra evidente. Con una banconota da cento euro si fa ben poco, si può usare per scriverci sopra o come combustibile per scaldarci un po’ o cuocere qualcosa. In tal senso, allora, valgono molto di più venti banconote da cinque euro che una da cento. 

Questa economia globalizzata e globalizzante sta facendo ricadere i costi di produzione sull'ecosistema, e nient’altro. Ovvero sulla vita, sulla cosa più preziosa che esista. È e sarà la vita, e le sua fondamenta, a pagare tutti i costi invisibili che stiamo accumulando. Dobbiamo divenirne consapevoli. L'unico capitale che esiste è quello naturale, non ce ne sono altri.

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