«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 13 giugno 2012

Donella Meadows per la decrescita

Uscire dal senso comune


Estratto da: I nuovi limiti dello sviluppo, Donella e Dennis Meadows, Jorgen Randers

«NON: chi lancia un allarme sul futuro è un profeta di sventure.
MA: chi lancia un allarme sul futuro indica la necessità di cambiare strada

NON: L’ambiente è un lusso, una domanda in competizione con altre, un bene che la gente acquisterà quando se lo potrà permettere
MA: Dall’ambiente discendono ogni forma di vita e ogni attività economica. I sondaggi d’opinione dimostrano che la gente è disposta a pagare di più per avere un ambiente salubre. 

NON: il cambiamento è sacrificio
MA: il cambiamento è sfida, ed è necessario.

NON: fermare la crescita impedirà ai poveri di uscire dalla loro condizione.
MA: sono l’avarizia e l’indifferenza dei ricchi a mantenere i poveri nella miseria. I poveri hanno bisogno che tra i ricchi si sviluppino nuovi atteggiamenti; dopo di che si potrà pensare a forme di crescita adatte specificatamente ai loro bisogni. 

NON: ogni paese al mondo dovrebbe essere portato al livello materiale dei paesi più ricchi.
MA: non è possibile che tutti raggiungano i livelli di consumo materiale di cui godono oggi i ricchi. Ognuno dovrebbe essere messo nelle condizioni di soddisfare i suoi bisogni materiali primari. Al di là di questo livello, i bisogni materiali – di tutti – dovrebbero essere soddisfatti solo se è possibile farlo entro i limiti di un’impronta ecologica sostenibile.

NON:ogni crescita è buona – non c’è spazio per dubbi, distinzioni, analisi
NEMMENO: ogni crescita è cattiva 
MA: ciò che occorre non è la crescita, ma lo sviluppo. Nella misura in cui lo sviluppo implica un’espansione fisica, questa dovrebbe essere equa, accessibile e sostenibile (tenendo conto di tutti i suoi costi). 

NON: la tecnologia risolverà ogni problema
NEMMENO: la tecnologia non fa altro che creare problemi
MA: abbiamo bisogno di incoraggiare tecnologie che riducano l’impronta ecologica, accrescano l’efficienza, potenzino le risorse, migliorino i segnali e pongano fine alla povertà materiale. 
INOLTRE: dobbiamo affrontare i nostri problemi in quanto esseri umani e dare un apporto che vada oltre la mera tecnologia. 

NON: il sistema di mercato ci darà automaticamente il futuro che vogliamo.
MA: dobbiamo essere noi a decidere il futuro che vogliamo. Dopo di che, possiamo utilizzare il sistema di mercato, al pari di molti altri strumenti organizzativi, per realizzarlo. 

NON: l’industria è la causa (o la cura) di tutti i mali
NEMMENO: lo Stato è la causa (o la cura) 
NEMMENO: gli ambientalisti sono la causa (o la cura) 
NEMMENO: qualunque gruppo – vengono in mente gli economisti – è la causa (o la cura)
MA: tutte le persone e tutte le istituzioni svolgono un ruolo all’interno di una più ampia struttura sistemica. In un sistema strutturato per produrre il superamento dei limiti, tutti gli attori, volenti o nolenti, contribuiscono a quell’esito. In un sistema strutturato per l sostenibilità, tutti contribuiscono a essa: industrie, governi, ambientalisti e, più di ogni altro, economisti. 

NON: pessimismo senza scampo
NEMMENO: vacuo ottimismo
MA: determinazione a dire la verità sui successi e i fallimenti del presente, così come sulle opportunità e gli ostacoli del futuro.
E SOPRATTUTTO: coraggio di riconoscere e sopportare le sofferenze del presente, tenendo al tempo stesso lo sguardo rivolto verso un futuro migliore»

2 commenti:

  1. Beata verita'....

    Luca, ti ho linkato a questo mio post. Spero ti faccia piacere. In caso contrario, fammelo sapere e rimuovero’ il link.
    http://cecrisicecrisi.blogspot.it/2012/06/frasi-celebri-sulla-decrescita-vol1.html
    Grazie, Alex Bonetto

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