«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

venerdì 25 maggio 2012

Uscire dal senso comune dominante attraverso il buon senso condiviso e consapevole





«Il buon senso c'era, ma stava nascosto per paura del senso comune»

Alessandro Manzoni


Il senso comune dominante in tutto il globo è quel pensiero, quella credenza interiore che ci tiene legati al sistema attuale e che non ci permette di pensare diversamente, di progettare alternative, è ciò che contrasta fortemente lo sviluppo del nostro senso della possibilità. Il sistema lavora instancabilmente per rendere il senso comune saldo e inattaccabile dall’esterno, i media sono i mezzi più potenti ed efficaci a tale scopo e da anni hanno reso un servigio davvero prezioso. 

In questa triplice crisi, ambientale, economica e sociale, qualcosa nel sistema sta cominciando a scricchiolare, e i più vispi se ne sono accorti già da tempo. Qualcosina inizia a non funzionare esattamente come dovrebbe e le falle cominciano a infittirsi, l’acqua comincia a trasudare da vari punti diventando incontrollabile. Il sistema però è progettato intelligentemente per autodifendersi e in tali casi si mette subito all’opera: come farebbe d'altronde ogni essere vivente seguendo il suo istinto di sopravvivenza. 

In una prima fase, l’unica cosa che può fare il sistema per dominare ancora è tentare in tutti i modi di ristabilire il senso comune, rafforzandolo energicamente, e per raggiungere tale fine il mezzo più potente è sicuramente quello del terrore. Seminare terrore, indistintamente, questo è uno dei tentativi più esasperati di ristabilire il pensiero unico. Annientare il senso della possibilità schiacciandolo con la paura e l’insicurezza diffusa, soffocare ogni tentativo culturale di andare oltre a ciò che fino ad oggi abbiamo creduto con estrema fiducia. 

L’altra fase, quella sicuramente più pericolosa, è che il sistema si evolva e facendo un cambiamento piuttosto radicale si mascheri sotto forma diversa senza rendersi più riconoscibile, anzi quasi innocuo, se non benevolo, agli occhi dei più. Questa è una fase che dobbiamo assolutamente evitare. Perciò è importante, fondamentale, la celerità del cambiamento, non solo la sua profondità e diffusione. In effetti, il senso comune può essere sostituito ingegnosamente da un altro sistema, fratello del precedente, con le sue stesse finalità, ma che ha forma nuova , attraente e convincente, ma solo in superficie perché la sostanza non è cambiata. 

Il modo per superare un senso comune diffuso e radicato nella nostra società è quello di intraprendere una rivoluzione culturale basata sul buon senso condiviso e consapevole. Condiviso in quanto le persone scelgono di libera iniziativa di adottare un pensiero differente, consapevole perché tale scelta deriva da un’esperienza a livello profondo, da un’interiorizzazione delle credenze, da una forte coscienza dell’importanza e del significato ultimo di un tale cambiamento. Questi due aspetti sono indispensabili e inscindibili. Il livello individuale è al centro di ogni altro tipo di cambiamento globale, a carattere ambientale, economico o sociale. Risvegliare la capacità naturale dell’essere umano di riconoscersi il ruolo di fautore del proprio destino e protagonista della propria esistenza, nonché riscoprire il proprio potenziale spirituale illimitato e l’interdipendenza di tutti i fenomeni sono le basi della vittoria contro il senso comune diffuso che schiavizza l’uomo e sopprime la sua vera essenza vitale.

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