«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

martedì 31 gennaio 2012

Uscire dal sistema


Il sistema cerca solo soluzioni temporanee, in modo da dover dipendere permanentemente dal sistema

lunedì 30 gennaio 2012

La Terra è finita, andate in pace


«Il comportamento della crescita somiglia a quello degli schizofrenici, che con una mano costruiscono qualcosa e con l’altra la distruggono» Stefano Bartolini


Da quando l’Uomo è su questa Terra ha tentato in tutti i modi di sopravvivere in condizioni ostili, si è sviluppato e rafforzato nonostante le difficoltà persistenti. Raggiunto un certo dominio della natura tramite l’agricoltura e l’allevamento ha cominciato a sviluppare sempre più le sue capacità intellettive e le sue abilità tecniche, fino ad arrivare alla rivoluzione industriale, alla scoperta della macchina mossa dal calore.
Da allora, il suo rapporto con la Terra è cominciato a cambiare. Nello stesso periodo ha scoperto nuove risorse, “materie nere” nascoste nell’interiora del pianeta. È iniziata una vera e propria corsa. Lo sviluppo non si è mai arrestato. Le guerre hanno dato palcoscenico alle grandi innovazioni tecniche e la distruzione che hanno apportato ha permesso un ulteriore margine di crescita. Nel secondo dopo guerra l’Uomo si è immediatamente reso conto che per avanzare ulteriormente ha bisogno di distruggere per ricostruire, ha bisogno di consumare sempre più in fretta, sempre più insensatamente. L’Uomo ha dovuto inoltre dividere il mondo in Nord e Sud, una parte dove si saccheggiano le risorse, l’altra dove si consumano. Globalizzando il pianeta sta tuttora tentando di portare questo modello insostenibile in nuovi continenti.
Mai negli ultimi secoli l’Uomo si è chiesto se quello che stava facendo era saggio. Mai si è preoccupato del suo futuro. Mai come adesso non lo sta facendo. In tutto ciò l’Uomo continua a correre come se esistesse una meta da raggiungere, come se fossimo tutti in eterna competizione per qualcosa, senza accorgersi che le risorse della Terra, su le quali vive e prospera, sono limitate e delicate, che gli equilibri sui quali le risorse si rinnovano sono precari.
L’Uomo si sta rendendo conto di aver intrapreso una corsa frenetica che pare senza uscita. Un rallentamento può condurre al crollo drastico del sistema. Cambiare in corsa non è banale, è rischioso e i dovuti passi devono essere attentamente calcolati.
Ad ogni modo, abbiamo bisogno di un segnale che ci riconduca sulla retta via. Piccole voci che si alzano dal basso forse non saranno sufficienti e tempestive. Occorrerebbe una voce imponente, un’unica voce al di sopra delle parti, qualcuno con un’autorità propria. Magari l’avvento di un nuovo messia, magari proprio nel 2012, che scenda tra gli uomini e si appelli loro così: «La Terra è finita, andate in pace».

lunedì 23 gennaio 2012

Decrescimento Fiorentino

Un appello

Dipinto di Antonio Cocchi Panebianco

A Firenze è in fase nascente un gruppo per la decrescita, felice o serena, qual si voglia. Il gruppo che si è formato su internet si è riunito più volte a partire da settembre scorso. Lo scopo è quello di incontrarsi e di discutere assieme sugli aspetti della decrescita che riteniamo più interessanti, confrontarci e condividere idee e pensieri, e soprattutto come trovare applicazioni pratiche a tutto ciò.
Da questa sorta di scambio di opinioni stanno nascendo delle attività da mettere in pratica per portare Firenze e i fiorentini alla consapevolezza e a una riflessione che una società della decrescita e della convivialità richiede.
Siamo in evoluzione continua e non sappiamo dove ci condurrà questo percorso, forse neanche abbiamo bisogno di saperlo. La cosa di cui siamo convinti tutti è che il cambiamento culturale e pratico è non soltanto auspicabile ma anche urgentemente necessario.

Vogliamo cominciare partendo da chi tale cambiamento lo sta già percependo e lo sta realizzando nel suo piccolo. A partire da queste persone, che non sono affatto poche, desideriamo creare una Firenze diversa: ecologica, equa, civile, umana.

Chi vive a Firenze ed è interessato a unirsi al gruppo, anche solo per uno scambio di idee, può contattarci tramite facebook:



oppure scrivendo a :

creazione.valore@gmail.com

domenica 22 gennaio 2012

Invidiamoli !?!

Desiderare quello che non si può avere per permettere a chi se lo può permettere di averlo





Dividere per dominare

giovedì 19 gennaio 2012

Una corretta visione delle cose

«Nonostante il benessere che si possa apparentemente ostentare, non si creerà alcun valore se non si propagherà un insegnamento corretto che conduce alla vera felicità, alla pace e alla prosperità. Ciò che si deve ricercare è una filosofia realmente valida. Nonostante i progressi scientifici e tecnologici e una vita materialmente agiata, se il pensiero filosofico che risiede alla base di un’epoca è superficiale o erroneo, la visione che avremo della vita, della politica, dell’economia, della cultura, dell’educazione e di ogni cosa, sarà completamente deformata. E infine l’intera società si troverà inevitabilmente a un punto morto, senza alcuna via d’uscita» Daisaku Ikeda
Credo che oramai sia evidente a tutti, almeno alle persone un po’ più vispe. Il sistema che abbiamo creato nel mondo occidentale non è adatto per il progresso umano, forse per una certa fase lo era, ma adesso no, siamo vicini alla saturazione e le contraddizioni che ne derivano non reggono più. Si può dire che il sistema si stia smascherando con le sue stesse mani.
Nella vita di tutti i giorni cominciano ad emergere falle che è sempre più faticoso nascondere. La rincorsa frenetica della crescita economica non corrisponde ormai più alla rincorsa del benessere e della felicità delle persone. La gente, l’essere umano in generale, è più e più dissociato dalle sue azioni concrete, dai suoi obiettivi finali, l’essenza stessa della vita è messa a rischio: il senso della vita, oltre che la vita stessa, è in pericolo di distruzione.
La decrescita felice assieme alla rivoluzione umana, applicati sia su base individuale che su base generale, sono le risposte a questo stato di crisi indiscutibile del sistema sotto il punto di vista economico prima e ambientale e sociale poi.
Il consumismo non può più essere adottato come mezzo per il progresso umano. Dobbiamo rivedere i concetti alla base del nostro immaginario, soprattutto certe parole cruciali devono essere ripensate sotto altra luce, dobbiamo recuperare il lessico e il senso delle cose, il senso profondo di ciò che pensiamo, diciamo e facciamo.
Molte nostre certezze saranno messe in discussione e senza troppa malinconia le vedremo cadere in frantumi, altre che erano sterili e prive di forza saranno rinvigorite di nuove energie. Il 2012 sarà l’anno di grandi cambiamenti: i programmi esistono già, esistono migliaia di movimenti e associazioni pronte a metterli in atto, ciò che manca è la rivoluzione culturale basata sull’essere umano dal quale scaturiranno le condizioni essenziali, coesione e incisione, per poter mettere in atto un reale cambiamento epocale.
Dobbiamo davvero lasciar andare le nostre convinzioni e credenze, non rinnegandole, non disprezzandole in quanto tali, dato che comunque sia ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi, semplicemente dobbiamo liberarci degli attaccamenti del nostro immaginario colonizzato dal sistema, dobbiamo lasciare la presa a certi punti fermi, dobbiamo rincentrarci e favorire nuove basi culturali.
Da un solo punto fermo, stabile e perdurante, crearne altri sui cui poggiano poi le nostre scelte, fiduciosi che solide fondamenta sono capaci di resistere a forti agenti perturbanti e che se anche dovessero esserci dei danni sarebbero comunque circoscritti e riparabili, senza compromettere l’intera struttura.

venerdì 13 gennaio 2012

Io sono quello che non faccio

Elogio della libertà

Dipinto di Antonio Cocchi Panebianco


Io non fumo sigarette
Io non bevo caffè
Io non uso l’auto in città
Io non guardo partite di calcio
Io non gioco con videogiochi in voga
Io non mangio spesso al fast food
Io non vesto firmato in ogni occasione
Io non compro acqua in bottiglie di plastica
Io non getto una cartaccia per terra
Io non acquisto qualcosa di cui non ho bisogno
Io non prendo l’ascensore per fare pochi piani
Io non mi lamento se qualcuno si comporta male
Io non parlo male alle spalle degli altri
Io non faccio regali a natale
Io non ho comprato uno smart phone
Io non tengo il termostato sopra i venti gradi
Io non utilizzo mai climatizzatori
Io non mangio carne tutti i giorni
Io non guardo la televisione a casa
Io non vado in vacanza alle Maldive
Io non faccio distinzioni di sorta
tra un italiano, un nigeriano e un turco
Io non compro prodotti esotici

Io non rinuncio mai a niente
Io sono quello che non faccio

lunedì 9 gennaio 2012

Una profonda fiducia nell'umanità

La condizione essenziale per il cambiamento dell’uomo e del mondo

Dipinto di Antonio Cocchi Panebianco


È possibile davvero creare un mondo di pace e serenità per tutti? Un mondo basato sul rispetto reciproco, l’equità e la collaborazione? Si tratta di un sogno utopico che possono permettersi di fare solo quei sognatori dalla parlata facile, dalla vita agiata e che non hanno niente di meglio da fare?
Certo è che alcuni sforzi sono stati fatti in questa direzione, ma è evidente a tutti che siamo ancora molto lontani dalla meta. Ad ogni modo a me piace vederla sotto un’altra luce.

Tutto dipende da noi. Non può esserci nessuna armonia e nessuna pace nel nostro ambiente se l’armonia e la pace non sono prima dentro di noi. Soltanto attraverso una rivoluzione del proprio io, della scoperta spirituale della profondità e dell’immenso, oserei dire questa volta a ragione illimitato, potenziale che custodiamo nella nostra vita. La nostra rivoluzione umana è la condizione essenziale su cui un nuovo modello di società può essere costruita a livello planetario, contando su solide e stabili fondamenta.
Risvegliarci alla verità che non esiste separazione tra noi e il resto del mondo, per non dire universo, che è sbagliato e contro natura pensare di poter star bene sulla sofferenza di qualcun altro perché il singolo individuo è strettamente connesso con tutti i fenomeni e viceversa, mentre tutta la vita è un eterno flussare di energia vitale inesauribile. Percepire queste consapevolezze ci permette di sperimentare una sensazione che sicuramente non abbiamo mai provato prima, un sentimento possente e autentico sgorgare dalle nostre viscere come acqua fresca da una sorgente di montagna, un sentimento di pura armonia: una profonda fiducia nell’umanità. Una fiducia che non si basa sulle circostanze ma che indistintamente abbraccia e permea tutto ciò che ci circonda senza limiti. Una fiducia che non ha origine nella nostra mente, ma dalla parte essenziale de nostro cuore vibrante di felicità assoluta. Un’emozione unica e maestosa che supera i cinque sensi e la nostra ragione e ci rende capaci di credere davvero che un mondo migliore non solo è possibile ma è appena nato dentro di noi.
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