«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 9 novembre 2011

Il cambiamento in due fasi




Il cambiamento che stiamo preparando e per il quale stiamo ponendo le basi culturali, avverrà sostanzialmente in due fasi distinte. La prima fase riguarderà il breve periodo e potrebbe essere efficacemente sintetizzata dalla parola d’ordine che ogni giorno si fa più impellente: rallentare! La seconda fase invece, che richiederà tempi più lunghi, dell’ordine di 5-10 anni, consisterà in un vero e proprio cambio di rotta e che corrisponderà al cambio del sistema economico-sociale e quindi del nostro modello di sviluppo, inteso come insieme di paradigmi per garantire sostentamento e benessere all’intera popolazione mondiale.

Pensando alla nostra società in progresso come ad un treno che viaggia sempre più veloce su di un unico binario diretto contro un muro invalicabile, possiamo immaginare che le due fasi del cambiamento corrispondano alla frenata e quindi alla riduzione di velocità, e una volta ottenuta un’andatura più stabile all’effettivo cambio di binario, passando ad un circuito che permetta al nostro treno di viaggiare lentamente attorno a se stesso per ancora molto tempo.

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