«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 26 settembre 2011

Cosa ci aspetta nel prossimo futuro

Terza parte dell'articolo uscito sulla rivista Buddismo e Società numero 148 (settembre-ottobre): http://www.sgi-italia.org/riviste/bs/


Sono finiti i tempi dell’abbondanza, dell’indifferenza e dell’incoscienza. Se vogliamo evitare disastri ecologici, malattie, carestie, alluvioni, uragani, valanghe, guerre, aumento del nazionalismo, delle dittature, del razzismo, scene di violenza atroce sempre più frequenti e diffuse globalmente dobbiamo decidere profondamente di assumerci a pieno la responsabilità come singoli individui e guardandoci nell’animo dobbiamo trovare il coraggio e la forza per affrontare un percorso di radicale e sostanziale cambiamento nel nostro modo di pensare, di vivere, di consumare, di lavorare, di prendere scelte difficili, di fare sacrifici, di metterci in discussione con umiltà in continuazione, di ascoltare il parere degli altri senza arrivare a conclusioni affrettate, ed essere determinati a rispettare la vita in tutte le sue forme, a gridare con voce decisa davanti alle ingiustizie, a mettere da parte le proprie sicurezze e le proprie ambizioni mondane per ricercare la realtà ultima delle cose e la felicità assoluta nella propria stessa vita, piccola e semplice.

Se non agiamo in questa direzione le cose peggioreranno a un ritmo crescente, i disastri saranno una conseguenza inevitabile, mentre la crisi che abbiamo di fronte è la nostra grande occasione, è una benedizione, come dice lo stesso Albert Einstein: «è nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato» [11].

Molte persone si sono già risvegliate, molte persone si stanno accorgendo che c’è qualcosa di malato in questo mondo, altre persone si sono già messe a lavoro da anni. Al momento i governi e la politica in generale non stanno facendo nessuno sforzo in questa direzione, non esiste neanche la minima volontà, né una vaga idea al riguardo. Il concetto comune che regna è quello di affrontare l’attuale grande crisi, in tutti gli ambiti, usando la stessa strategia adottata fino ad ora: sviluppo, produzione, crescita, consumo, rifiuti e di nuovo da capo. La verità è che non esiste la volontà di cambiare, o almeno di pensare diversamente, o anche solo sforzarsi di immaginare un’alternativa, un modo diverso di affrontare una tale crisi. 

Per questi motivi la rivoluzione che metteremo in atto avrà al suo centro l’essere umano stesso nella sua intima profondità, così che non ci possano essere più vie di fuga, ma solo una preziosa occasione per tutti quanti: una rivoluzione dell’umanità.

Un movimento che partirà dalle persone comuni, dal loro desiderio di cambiare, non necessariamente sarà un processo lento, piuttosto sarà dinamico e dirompente. Saranno l’unità di intenti e l’ardore, il calore, l’energia, il fuoco vivo del desiderio racchiuso nel cuore delle persone ad aprire la strada per un mondo migliore. Finché la passione ardente del desiderio di cambiare sarà custodita nel cuore delle persone, anche di una sola, il nostro futuro potrà essere illuminato dalla speranza. Il futuro e il sogno sono dentro di noi, in uno stato di latenza. Così come un grande albero è già contenuto in un piccolo seme, il sogno di un mondo migliore è racchiuso nei nostri cuori. Il potenziale esiste già dentro di noi. 

Non ci resta altro che farlo fiorire in tutto il suo splendore. 

«Potremmo dire che l’universo stesso ha dato all’umanità la missione di proteggere il complesso sistema ecologico della Terra e di contribuire alla creazione di valore nella biosfera. Di conseguenza, se il senso di questa alta missione orientasse tutte le ricerche tecnologiche e scientifiche, i sistemi sociali, la politica e l’economia, scopriremmo il modo più sinceramente umano – nel senso migliore del termine – per risolvere i nostri problemi ambientali». Daisaku Ikeda [6]


Riferimenti bibliografici:

1] Armaroli Nicola , Vincenzo Balzani – Energy for sustainable world – Wiley and sons
2] Bartolini Stefano – Manifesto per la felicità – Donzelli Editore
3] Buddismo e Società n. 132
4] Georgescu-Roegen Nicholas – Bioeconomia. Verso un'altra economia ecologicamente e socialmente sostenibile – Bollati Boringhieri
5] Gesualdi Francesco – Sobrietà, dallo spreco di pochi ai diritti per tutti – Feltrinelli Editore
6] Ikeda Daisaku – Vita e ambiente una prospettiva buddista – SGI Quarterly luglio 2010
7] Latouche Serge – La scomessa della decrescita – Feltrinelli Editore
8] Ridoux Nicolas – La decrescita per tutti – Jaca Book
9] Thich Nhat Hanh – L’unico mondo che abbiamo – Terra Nuova Edizioni 
10] Hamilton Robert – Come salvare il mondo in 200 piccole mosse – Leggere Editore
11] Einstein Albert – La crisi secondo Albert Einstein

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