«Un uomo è ricco in proporzione del numero di cose delle quali può fare a meno»
Henry David Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi

lunedì 25 maggio 2015

La pedagogia della crescita di una pianta



Far nascere una pianta, a partire da un seme, da un piccolo e insignificante seme, apparentemente un materiale inerte e senza vita; attendere il suo germogliare, lento, cauto, dimenticato; il suo progredire, il suo avanzare quotidiano, avveduto prima, sostanziale e esplosivo poi; vedere schiudersi nel verde di foglie e di vita, nella tensione di uno stelo in rapida ascesa, nell'apparire di un bocciolo protetto, compatto, pronto a svelarsi; la meraviglia di un fiore che si apre rivelando il suo colore timidamente, emanando il suo odore soavemente, cospargendo di linfa e di nettare il vento, e donandosi a un'anima gentile, senza pretese; contemplare quindi il suo sfiorire, malinconicamente, in una cerimonia di pianti e di risa, folli risa di gioia; una gioia infinita che, consapevole della sua vita, non la degrada, non la offende, non la violenta, ma la coltiva, la cura, la ama, la custodisce nell'attesa paziente, nella calorosa fiducia, nella compassionevole certezza di essere anch'essa un seme, anch'essa un germoglio, anch'essa una pianta e anch'essa un fiore. 


Dall'osservare il crescere di una pianta si possono dedurre semplici e grandi insegnamenti:

- lo sviluppo ha bisogno del suo tempo e ogni fase ha una durata diversa

- lo sviluppo non è mai lineare e infinito, piuttosto ciclico e irreversibile nello stesso momento

- da un seme nasce una determinata piante, così come da una causa nasce un determinato effetto

- la pianta non "pensa" il suo sviluppo, ma lo auto-dirige spontaneamente

- la natura è la nostra unica maestra


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