«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 22 ottobre 2018

Verso la società dell'empatia



«Le ricerche più recenti di antropologi ed etologi propongono una lettura dell’evoluzione nella direzione di una continua graduale conquista e perfezionamento dei rapporti di cooperazione e solidarietà, ai fini della sopravvivenza della specie. Il più adatto non è dunque il più forte in termini di muscoli e brutalità, ma chi gode di una sicurezza che gli viene dal sostegno empatico dei suoi simili e del suo ambiente, sia attuale che sedimentato nella memoria attraverso l’esperienza. Evolutivamente, infatti, è stato più vantaggioso contare sulla propria e altrui affidabilità che coltivare l’opportunismo» 

Giuliana Mieli – Il bambino non è un elettrodomestico 


L’attuale modello socio-economico, fondato sulla cultura materialista, deterministica e progressista, ha come unico scopo l’interesse del singolo, o della parte, a discapito degli altri, e in ultima analisi del tutto. Per raggiungere tale obiettivo il mezzo più efficiente, che non a caso è l’unico sostenibile in questo tipo di società, è quello della competizione. 

È più che naturale, perciò, che si incoraggi la competizione, e per fare ciò si coltivi l’individualismo, si educhi alla prepotenza e all’arroganza, alla separazione e all’opportunismo. L’intera cultura occidentale, per sopravvivere, alimenta tali principi fondanti. 

Ma gli effetti di tale modello sono sugli occhi di tutti: il degrado umano e ambientale sta mettendo a rischio la sopravvivenza della vita sul pianeta Terra. Inutile girarci attorno. Nessuna cultura mai, nella storia dell’umanità, era arrivata a tanto. Questo modello è sbagliato e deve essere abbandonato al più presto. 

La nostra ancora di salvezza è un cambiamento culturale epocale che stravolga dalle radici l’attuale sistema: passando dalla società della prevaricazione alla società dell’empatia. 

Oramai anche gli studi scientifici più recenti stanno confermando che l’evoluzione della vita non avviene tramite comportamenti competitivi, conflitti e violenze, bensì attraverso la collaborazione e la solidarietà tra gli individui. Un modello nuovo di società, dove l’obiettivo sarà il benessere comune, del tutto, senza che nessuno ne subisca danno, né resti escluso, potrà essere costruito solo a partire da una cultura della cooperazione. L’empatia, e non la prepotenza, sarà perciò vitale affinché il sistema si sviluppi e sia sostenibile nel tempo. 

Tale cambio di paradigma culturale, da quello competitivo e aggressivo a quello collaborativo ed empatico, influenzerà ogni ambito della società: dall’economia alla politica, dall’educazione alla medicina, dall’arte e la musica allo sport, dallo stile di vita al tempo libero. 

Tale cambiamento culturale epocale è inevitabile e assolutamente necessario. Adesso che è confermato anche dalle ricerche scientifiche, cosa stiamo ancora aspettando?





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