«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

giovedì 18 giugno 2015

Il pianeta Terra ai tempi di Kosen Rufu - parte 4/13





Tornato. 

Quando il vapore provocato dallo sbalzo di temperatura si è dileguato la cabina appare davanti agli occhi del comandante Swong e di tutto il personale. 

La cabina è intatta, ma vuota. 

Al suo interno non c’è l’agente speciale Panda della Savana con il suo sguardo di ghiaccio. Nessuna sua traccia. 

Un gruppo di militari con tuta antiradiazioni e mitragliatrice puntata, si avvicina alla cabina. Viene passato il sensore per determinarne le eventuali contaminazioni. Luce verde, nessun pericolo. 

A questo punto, il comandante Swong dà l’ordine di aprire la porta della cabina. La cabina si apre lasciando andare dei vapori bianchi nell’ampio salone.

Un soldato si avvicina con cautela. Tutta la sala è in trepidazione. 

La cabina appare vuota, ma sul fondo, poggiato per terra c’è un fascicolo con alcuni documenti e un quaderno di poche pagine. Sulla copertina azzurra del quaderno il logo dell’OIFU.

«Alcuni segnali sono rinvenuti?» chiede il comandante Swong dalla ricetrasmittente miniaturizzata. 

«Positivo, signore. Un fascicolo e un quaderno per terra, nessun altro segno»

«Raccolga gli oggetti con cautela e li porti a me»

Il soldato raccoglie il materiale utilizzando delle attrezzature particolari per non rischiare minimamente di deteriorarlo.

I documenti vengono posti in una urna protettiva, con pareti di vetro speciale e un’illuminazione dal colore violaceo che può rivelare qualsiasi segno sulla carta non visibile all’occhio umano. L’urna ha dei bracci meccanici sofisticatissimi, controllabili dall’esterno, che permettono di maneggiare l’oggetto in questione. 

Sulla copertina del quaderno azzurro si legge una scritta nera che dice: “Relazione conclusiva del progetto Crono, redatta dall’agente speciale nome in codice Panda della Savana. Anno 2070. Pianeta Terra”. 


Dopo pochi secondi di silenzio assoluto e di generale meraviglia, il comandante Swong ordina al personale di laboratorio che il fascicolo venga aperto. 

Un braccio meccanico si solleva all’interno dell’urna, senza provocare il minimo rumore. Raggiunge la copertina del fascicolo e la solleva, lentamente. 

La prima pagina viene alla luce. Si apprezzano i caratteri di una scrittura antica, una scrittura a mano libera, con una penna a inchiostro nero. 

Il comandante Swong ordina ancora: «Dottore, legga il contenuto di questo testo, senza trascurare neanche una singola parola»

Il dottore inizia a leggere con voce forte e chiara, senza alcuna esitazione.


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