«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 26 marzo 2014

Martin Luther King per la decrescita



«Mastodontiche infrastrutture produttive con menti computerizzate, città che inghiottono il paesaggio fino a toccare il cielo, aerei che corrono quasi più veloci del tempo: tutto ciò è impressionante, ma non nutre lo spirito. Niente nella nostra scintillante tecnologia può innalzare l’uomo a nuove vette, perché la crescita materiale contiene la sua stessa fine e, in assenza di proposti morali, l’uomo diviene sempre più piccolo mentre le opere dell’uomo divengono sempre più grandi. Gigantesche industrie e governi, orditi in intricati meccanismi computerizzati, escludono gli esseri umani. Il senso di partecipazione si perde, svanisce la percezione che l’individuo comune influenzi le decisioni importanti, e l’uomo ne resta isolato e sminuito. 

Quando un individuo non è più davvero partecipe, quando non avverte più il senso di responsabilità verso la società, la democrazia si svuota di contenuto. Quando la cultura è degradata e regna la volgarità, quando il sistema sociale non costruisce sicurezza ma causa pericolo, l’individuo viene inesorabilmente incoraggiato a prendere le distanze da una società senz’anima. Questo processo produce alienazione: probabilmente la più pervasiva e insidiosa degenerazione nella società contemporanea»

(Martin Luther King – Il sogno della non violenza)

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog