«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 22 gennaio 2014

Una nuova cultura - di Daisaku Ikeda


Nessuna conquista della civiltà è stata in grado di trasformare il destino dell’uomo


«La società contemporanea soffre a causa del crollo dei vecchi sistemi di valori, dell’abbassamento del livello morale e della mancanza di umanità di buona parte della popolazione. La situazione si è deteriorata a tal punto che la sopravvivenza stessa della razza è minacciata. I mali dello sviluppo scientifico hanno creato un enorme numero di problemi che minacciano di estinguere l’umanità: il pericolo di una guerra nucleare, la distruzione dell’ambiente naturale, la questione Nord-Sud, l’esplosione demografica e l’imminente esaurimento delle risorse di energia. In tutto ciò c’è un’amara ironia, dal momento che la civiltà scientifica occidentale si è sviluppata proprio per liberare l’umanità dalla morte e dalla paura che ne deriva, oltre che per estendere al massimo la durata della vita umana, rendendola al tempo stesso più ricca e più prosperosa possibile. Benché questa civiltà abbia dato all’uomo un benessere materiale mai conosciuto prima d’ora, ha d’altro canto condotto tutte le forme di vita del pianeta sull’orlo della distruzione. 

Henri Bergson disse una volta che una caratteristica dell’uomo è quella di ignorare la natura della vita: la civiltà scientifica occidentale non sembra aver colmato questa lacuna. Forse dipende dal fatto che, per un eccessivo interesse nei confronti della vita, questa civiltà ha tralasciato di occuparsi della morte. La grave mancanza di questa civiltà sta nel non aver riconosciuto il ciclo eterno di vita e morte. 

Per questa ragione crediamo che il Buddismo, che ha affrontato il problema della vita e della morte e che attiva le potenzialità più nascoste dell’uomo, sia una ricca fonte di forza per la rinascita della civiltà moderna. 

In Choose Life, un libro del defunto Arnold Toynbee che riporta alcuni dialoghi tra lui e me egli afferma: «Una religione futura, destinata a creare e tenere in vita una nuova civiltà, dovrà permettere al genere umano di affrontare e di vincere i male che in questo momento costituiscono una seria minaccia per la sopravvivenza umana». Toynbee aggiunge poi che il maggiore di questi mali a livello personale è l’avidità, mentre a livello generale sono le guerre e l’ingiustizia sociale. Seguono alcuni commenti sull’ambiente artificiale che gli uomini hanno creato per realizzare i loro desideri. 

L’avidità è un impulso che nasce dall’interno dell’animo umano. La guerra e l’ingiustizia sociale sono mali a livello della società. La distruzione dell’ambiente naturale a causa dell’espandersi di quello artificiale riguarda il rapporto tra l’uomo e la natura. Le carenze di questi tre ordini di rapporti – con sé stessi, con gli altri esseri umani e con la natura – creano un circolo vizioso che aggrava il nostro già grave dilemma. 

La violenza e la crudeltà nell’animo umano sono le cause della guerra. Nel Buddismo questi due concetti vengono descritti con una parola che significa collera. La bramosia di potere, di possesso e di fama causa l’ingiustizia sociale. Quando collera e avidità si manifestano a livello sociale, esse assumono l’aspetto della guerra e dell’ingiustizia sociale. L’avidità, sotto forma di egoismo, porta allo squilibrio ecologico e alla distruzione ambientale. Oltre a ciò, anche il fatto di ignorare il rapporto di interdipendenza reciproca tra il mondo naturale e la vita umana porta alla distruzione dell’ambiente. 

Gli insegnamenti buddisti chiamano queste tre cose – l’avidità, la collera e la stupidità – i “tre veleni”. Essi danneggiano la vita privandola della sua energia, mentre a livello sociale generano ogni sorta di mali; inoltre l’illusione, intesa come ignoranza della vera natura delle cose, intensifica i danni della guerra e della distruzione dell’ambiente naturale. Per questo motivo siamo convinti che l’unico modo di allontanare i mali che minacciano di distruggere la civiltà moderna consista nel correggere i tre tipi di rapporti: con se stessi, con gli altri e con la natura. 

Provocando una rivoluzione nelle più remote profondità della vita umana, il Buddismo di Nichiren Daishonin può trasformare le illusioni in illuminazione e far diventare altruista anche la persona più egoista. Sulle rovine di una cultura decaduta, la Legge Mistica, fonte di grande energia creativa, può ricostruire i sistemi di valori che si stanno sbriciolando, può elevare le norme etiche dell’uomo e trovare un modo per superare l’isolamento provocato da una società caratterizzata da un alto livello scientifico e tecnologico. 

La Legge espressa dal Buddismo si basa sulla forza vitale universale – l’universale natura di Budda – per portare vitalità, potere creativo e armonia agli altri esseri, alla società e a tutte le cose. Il Buddismo di Nichiren Daishonin cerca di distruggere i mali della civiltà moderna partendo dalla vita di ogni individuo. Inoltre, se scienza e tecnologia verranno applicate al meglio come forze creative per il bene dell’umanità, potranno diventare una fonte di prosperità culturale, nella costruzione di una civiltà nuova e spiritualmente ricca.» 

Articolo di Daisaku Ikeda estratto dalla rivista Duemilauno n. 9 del 1988



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