«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 9 dicembre 2013

Il referendum in Svizzera e il principio del Telepass

fonte foto: http://www.morguefile.com/


«Siamo entrati in un cortocircuito mentale secondo cui più stanno male gli altri più stiamo bene noi. È il principio del Telepass. Se tu passi con il Telepass e nei caselli vicini non c’è nessuno, tu passi e il tuo stato d’animo non cambia. Ma se tu passi col Telepass e i caselli vicini sono pieni di gente in coda che aspetta col biglietto in mano, tu sei felice. Ma perché non eri felice prima? Ma perché ciò che ti fa felice non è l’idea di passare, è l’idea che non passano gli altri. Questo è il cortocircuito» Natalino Balasso


Quando ho letto il risultato del referendum in Svizzera sugli stipendi equi, ovvero sul rapporto massimo di 1:12 tra lo stipendio minimo e massimo di una azienda, non mi sono stupito affatto, ma ho cominciato a riflettere sulle possibili motivazioni che hanno spinto la maggioranza della popolazione (oltre il 60%) a votare contro un tale provvedimento. 
Le spiegazioni possono essere tante: la massiccia propaganda che è stata fatta per incoraggiare il No, che non è costata poco, e comunque tutte le ragioni politiche, economiche e sociali della Svizzera di oggi, e il loro inevitabile intreccio. 
Oltre a tutte queste ragioni, di cui tra l’altro non sono a conoscenza, mi sono permesso di fare una mia propria riflessione, di carattere prettamente socio-culturale. A partire da una domanda: cosa potrebbe spingere una persona, con uno stipendio basso o comunque nella media, a votare contro a un provvedimento per l’equità dei salari? Soprattutto in un paese come la Svizzera, dove non mi risulta ci siano tante persone sotto la soglia di povertà?
E mi sono chiesto: perché la maggioranza delle persone non vuole equità? Allora ho avanzato un ipotesi azzardata: potrebbe essere perché la maggioranza della gente (forse quel 99,11% di cui ho già scritto), più o meno povera o ricca che sia, in fondo in fondo desidera, coscientemente o incoscientemente, essere nelle vesti di colui che può guadagnare cifre astronomiche in confronto agli altri, decine e decine di volte, se non centinaia come in Italia. 
Poi mi sono chiesto ancora: se tutti quanti fossimo ricchi, straricchi, tutti allo stesso modo, saremo forse più contenti? O ci sarebbe sempre qualcuno che vuole qualcosa in più rispetto agli altri, e che sia proprio il fatto di avere e poter fare qualcosa che gli altri non possono permettersi e per questo ti invidiano ardentemente. 
Dopotutto la cultura del nostro tempo si regge proprio sul principio del Telepass: far stare male molti per far star bene pochi. E diretto o indiretto che sia il meccanismo, ad ogni modo funziona e funziona bene, sia che si tratti del “magnascheo” con abiti firmati e Porsche, invidiato a sangue dai “poveracci” che invece hanno abiti comuni e girano con la Clio, oppure che si tratti dello sfruttamento di popolazioni di “paesi in via di sviluppo” (circa 80% della popolazione) per poter permettere abbondanza sfrenata per pochi “paesi sviluppati” (circa il 20% della popolazione). 
Poi mi sono chiesto: che differenza c’è tra un ricco che sfoggia i suoi averi per sentirsi superiore agli altri, e un poveraccio che tenta sforzatamente di emularlo e che non desidererebbe altro che essere al suo posto??
E ancora: ma l’obiettivo finale di questa cultura è quello di farci diventare tutti magnaschei o tutti poveracci? E se poi finiscono i magnaschei o i poveracci il giochino come può stare ancora in piedi?
Poi finalmente mi sono riposto, forse per consolazione, che se avessero fatto lo stesso referendum anche qui in Italia, in questa situazione economica tragica, forse anche qua non sarebbe passato. 
Non certo perché l’equità sia una cosa sbagliata, per carità, ma perché privarsi della possibilità, seppur remota, di essere una volta tanto dalla parte di colui che passa con il Telepass gettando un ghigno di superiorità verso la massa che invece arranca e ossessivamente ti invidia??

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