«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 4 novembre 2013

We are the 0.99%


Guardandosi attorno ci si accorge facilmente di quanto la consapevolezza sia ancora molto limitata. 
Sono poche, pochissime in percentuale, le persone che hanno messo in discussione i propri preconcetti, o quanto meno hanno iniziato a farlo. 
Pochissimi quelli che si domandano se le proprie scelte giornaliere, anche le più banali, possano avere un impatto sul proprio futuro e quello delle generazioni che seguiranno; poche sono le persone che si fermano un attimo a pensare a ciò che stiamo facendo, a dove stiamo mai correndo, a cosa ci spinge in questa corsa frenetica, se c’è effettivamente qualcosa di razionale in essa; poche, pochissime sono le persone che si rendono conto che il sistema che abbiamo costruito in secoli, se non millenni, di storia umana stia effettivamente cominciando a fare acqua da tutte le parti; e poche, pochissime persone intravedono le falle, i paradossi, e ancora meno sono quelle che credono sia auspicabile trovare delle vere soluzioni e non dei semplici compromessi di comodo; poche,pochissime sono le persone che fanno dei figli nella consapevolezza che il loro futuro sarà molto, ma molto più difficile della situazione attuale se non cambiamo radicalmente; poche pochissime persone stanno operando, forse in silenzio, forse di nascosto, per sovvertire il sistema dalle sue radici; poche pochissime persone hanno intrapreso un percorso di autoconsapevolezza e di trasformazione interiore che intacca decisamente la visione del mondo e delle proprie scelte quotidiane; pochissimi sono quelli che cominciano a percepire una direzione diversa, o meglio, infinite differenti direzioni; ancora meno sono quelli che sono capaci di immaginare una realtà che non esiste, anzi una realtà che, ad oggi, è veramente impossibile; pochi, pochissimi sono quelli che credono senza ombra di dubbio che il modello culturale attuale non sia l’unico possibile, e quindi il migliore, bensì semplicemente il peggiore. 

Pochi, siamo davvero pochi. Noi siamo lo 0,99%. 

Siamo forse, senza pretese, quella piccola e insignificante scintilla che, alimentata dalla giusta folata di vento, è capace di divampare come un incendio che infiamma ogni anima che incontra.

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