«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 17 luglio 2013

Dialogo tra un decrescente consapevole e un comune mortale. Episodio tre: le vacanze


Due comuni mortali, impiegati d’ufficio, sono in pausa alla macchinetta del caffè. Siamo ancora ad aprile, ma già parlano di vacanze estive. In quel momento sopraggiunge un decrescente consapevole che dalla macchinetta del caffè prende solo dell’acqua calda in una tazza di ceramica portata da casa e si mette al tavolino per bersi una tisana di erbe biologiche. E intanto ascolta il dialogo, già incominciato, tra i due comuni mortali. 

«Quest’anno la mia settimana di ferie non la voglio sprecare a fare lavori di casa, quest’anno che ho messo un po’ di soldi da parte, me ne voglio andare in qualche bel posto lontano da qui. Io e mia moglie ci stiamo già pensando e in questi giorni prenotiamo»

«Dove di bello?» fa l’altro.

«Si pensava a Sharm el-Sheikh ci sono delle offerte per agosto che costano pochissimo» poi con un’espressione d’orgoglio aggiunge subito dopo «oppure alle Seychelles, costano un po’ di più ma penso ne valga la pena, e poi comunque è tutto incluso. Il pacchetto include pernottamento in albergo a cinque stelle, superlusso, con appartamento privato, un bagno che è più grande del mio salotto»

Il decrescente consapevole ascolta interessato, pensando che molto probabilmente il collega non sapeva neanche dove si trovassero esattamente quei luoghi e quali fossero le caratteristiche delle popolazioni e delle culture che li abitano. 

«Eh si! Ma ti conviene prenotare subito» dice l’altro con convinzione «Io ho prenotato a febbraio per agosto un pacchetto che è un’occasione unica: ce ne andiamo due settimane in Polinesia, ci facciamo un tour delle isole. Non mi chiedere quali perché ce ne sono tante che non ho mai sentito, nomi incredibili. Ma sicuro so che andremo anche alle Hawaii e sulla via di ritorno ci fermiamo qualche giorno in Messico»

«Fate bene, ci sono posti fantastici» enfatizza l’amico comune mortale «dei veri e propri paradisi terresti. E poi una volta tanto che si stacca dal lavoro conviene andare in ceri posti incontaminati, da cartolina. Per quanto costano vivi dei giorni da vero e proprio miliardario, servito e riverito in una cornice che sembra finta da quanto è perfetta»

«Devo tornare in ufficio, a dopo» fece l’altro lasciando la stanzetta della pausa.

Nell’uscire getta il bicchierino di plastica del caffè nel cestino che oramai è diventato una montagna franante di bicchierini accatastati. Ce ne saranno centinaia, e quello è soltanto il numero di una singola e normalissima giornata di lavoro, dato che molti impiegati ne prendono addirittura quattro o cinque durante le ore di lavoro. Il decrescente osserva quella montagna e il suo cuore piange dallo sconforto: quante altre pile di plastica usa e getta si stanno consumando in quel momento in tutti gli uffici della città? E del paese? E del mondo intero? Non osa chiederselo ulteriormente.

«Te che fai quest’estate? Hai già prenotato qualcosa?» chiede il comune mortale al decrescente e poi senza dargli tempo di rispondere aggiunge, come se non avesse sentito prima: «Io vedrai che andrò alle Seychelles. Ho trovato un’offerta bellissima, il mio cognato c’è stato l’anno scorso s’è trovato benissimo e ha speso meno che andare al campeggio qui vicino»

Poi si ferma di colpo attendendo una risposta decisa dell’amico decrescente.

«No, ancora non ho prenotato nulla …»

«Farai un last minute?» lo interrompe prima di sorseggiare la fine del suo caffè.

«No in realtà non credo»

«Non hai soldi da parte, eh? Anch’io l’anno scorso per via dei lavori in casa ho saltato le ferie e sono andato qua vicino al mare solo qualche giorno»

Il decrescente si sorprende nel constatare che quel “qua vicino” si riferiva in realtà a qualche centinaia di chilometri di distanza ed era da considerarsi vicino solo in riferimento ai siti tropicali di cui tutti parlavano in quel periodo. Pensa tra sé e sé: “evidentemente secondo la logica del comune mortale se non attraversi almeno un oceano non sono da ritenersi ferie ‘normali’, piuttosto ‘ferie non convenzionali’ ”. 

«No, non è neanche una questione di soldi» dice onestamente il decrescente.

«Ah» fa l’altro con un eccesso di stupore e incomprensione.

«Penso che andrò con degli amici per un viaggio a piedi sull’appennino, lo attraversiamo a piedi con tappe flessibili, ci prendiamo tanti giorni di tempo e dormiamo nei rifugi»

«Ah, anche io ho fatto delle escursione. Pensa che in un giorno mi sono fatto quasi cinquanta chilometri, e sono arrivato primo nel nostro gruppo»

Il decrescente pensa come tutto, nella logica del comune mortale, sia riconducibile sempre e comunque alla competizione. 

«No, noi ce la prendiamo con calma. Siamo un gruppo abbastanza grande ci sono anche famiglie con bambini piccoli. Ci piace attraversare i boschi e goderci la natura senza essere invasivi»

Queste ultime parole il collega comune mortale probabilmente non le sente proprio, o non le vuole sentire. Guarda l’orologio, e in un frangente saluta e se ne torna a lavoro con passo rapido, gettando al volo il suo bicchiere di plastica sul culmine della montagna che sovrasta il cestino. Il bicchierino rimbalza goffamente, facendo crollare l’intero cumulo che si sparge di colpo su tutto il pavimento.

1 commento:

  1. Nel "mondo dei comuni mortali" parlare di decrescita è sempre difficile e spesso si pare sempre estremisti e fruitori di chissà quale pensiero da setta!
    La decrescita è un sentimento semplice, accompagna la quotidianità senza grandi clamori... questo forse è quello che più spaventa chi vive nella società dell'apparire, in cui se non ti metti in mostra non esisti.

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