«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 13 marzo 2013

Il lavoro non manca, ce n'è pure troppo



Il lavoro non manca, ce n'è pure troppo. Quello che manca è il profitto monetario. Il lavoro, infatti, visto solo come opera o attività a cui corrisponde una somma di denaro è un grosso limite dell'attuale sistema economico. Siamo abituati, per deformazione culturale, a pensare la vita in termini monetari e perciò facciamo del lavoro il mezzo divino attraverso cui creare profitto. Se il lavoro sia utile, efficace ed efficiente non ha poi molta importanza, perchè la domanda di fondo è sempre comunque la stessa: quanti soldi riesco a guadagnare? 
Ci sono tanti tipi di lavori e di prestazioni che non possono essere monetizzati, ci sono lavori che vengono da noi svolti gratuitamente tutti i giorni ma non sono ritenuti tali e non sono elogiati proprio perchè non corrispondono a un ritorno monetario. Finchè l'unico metro di giudizio resterà il profitto non usciremo mai da questa logica, sebbene con qualche pallido e smilzo tentativo. 
La società attuale, in piena crisi occupazionale, è di fatto stracolma di potenziali lavori utilissimi che nessuno si permette di fare perchè giustamente ritenuti antieconomici. I lavori più saggi e urgentemente richiesti dalla società sono, guarda caso, quelli a più bassa densità di profitto. Mi riferisco naturalmente ai lavori che riguardano la cultura, non solo dal punto di vista di preservazione del patrimonio artistico e storico o quello di creazione artistica e culturale, quanto piuttosto quello che riguarda lo sviluppo di nuovi modi di pensare, di educare, di comunicare e di vedere le cose. Mi riferisco a progetti concreti che vadano oltre la tradizionale impresa basata sul mercato, come riferimento supremo e imprescindibile, a piccole imprese artigianali, di recupero delle tradizioni e delle conoscenze locali. Mi riferisco a tutti i lavori che, uscendo dalla mentalità del profitto ad ogni costo, forniscono servizi indirizzati al miglioramento effettivo del benessere delle persone e dell'ambiente. 
In sostanza, il lavoro oggi manca non perchè non ci sia, ma perchè in un sistema globale basato esclusivamente sulla ricerca di profitti sempre crescenti non c'è spazio, se non molto limitato, per tipologie di lavoro che vadano invece nella direzione della creazione di valore. 

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