«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 17 dicembre 2012

Allarghiamo i nostri orizzonti

Fonte immagine: http://www.flightradar24.com/

Questa immagine riporta gli aerei in volo nei cieli europei nel momento in cui sto scrivendo. A vedere questa immagine mi vengono in mente due cose su cui riflettere, entrambe scaturiscono da un differente punto di vista. 

Infatti osservando la quantità di aerei che circolano in tutto il mondo, non importa sapere il numero esatto, si fa più difficoltà a comprendere quelle persone che hanno paura di volare perché ritengono il volo pericoloso per la propria incolumità. Non credo ci sia bisogno di calcoli o di statistiche per capire che è più pericoloso uscire per la strada che prendere un volo qualsiasi. Il traffico stradale credo che sia tra le armi più potenti al mondo, in termini di vite spente e di sofferenze arrecate alle persone. 

La seconda cosa è che noi piccoli uomini non abbiamo idea di ciò che abbiamo creato e della enorme entità del nostro impatto sull’ambiente. Sicuramente c’è tanto egoismo e menefreghismo, sicuramente c’è tanta arroganza, sicuramente c’è anche tanta ignoranza, ma al di là di tutto questo c’è anche una poca attitudine alla riflessione e alla percezione dei fenomeni, non c’è percezione degli ordini di grandezza per esempio, non c’è percezione della interconnessione dei fenomeni e della loro complessità intrinseca. Se uno pensa a un aereo che vola, pensa a una piacevole quanto breve vacanza in qualche paradiso tropicale, niente di più. 

Proviamo quindi a fare un allenamento della nostra percezione di ciò che abbiamo attorno, dei fenomeni che si concatenano, impariamo a conoscerli ma prima di tutto a vederli come interconnessi e interagenti. Proviamo a pensare ai limiti che esistono e al nostro andamento attuale. Se da una parte l’aumento del traffico, sia aereo che stradale, è oggi un fattore esclusivamente positivo in quanto indice di una crescita economica, pensiamo a che ripercussioni, in termini ambientali, economici e sociali, possa avere questa visione. Pensiamo liberi da condizionamenti ideologici, impariamo a percepire tutti gli aspetti legati a un fenomeno, allarghiamo di trecentosessanta grandi la nostra visuale, ne avremo sicuramente dei benefici. 

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