«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 16 luglio 2012

E' finita l'era dei compromessi


«Tutto questo non è sufficiente, perché il problema ecologico nasce dall’atteggiamento della cultura dominante, dal pensiero di fondo della civiltà industriale, dal suo inconscio collettivo. È un problema filosofico, molto più che un problema pratico o tecnico. Se non si modifica profondamente la visione del mondo, si ottengono solo risultati transitori, effetti di spostamento nel tempo, pur utilissimi, di problemi insolubili» Guido Dalla Casa

Un tempo si diceva, forse a ragione, "meglio morire di fumo che di fame". Da allora peró qualcosa é cambiato. Se negli anni sessanta in Italia si potevano gustare molte conquiste dello sviluppo e trarne degli evidenti vantaggi, a livello economico prima di tutto, della salute, della societá, e pure dell'ambiente in certi casi, oggi, e oramai da un bel pó di anni, abbiamo oltrepassato il limite di bilanciamento benefici/disagi e lo sviluppo é diventato soltanto una chimera, un dogma inestinguibile dalle nostre menti, un pensiero unico radicato profondamente nella coscienza sociale da renderlo il vero punto cruciale per una svolta.
Non possiamo piú permetterci di aspettare oltre, i tempi sono maturi per acquisire consapevolezza a livello individuale e collettivo, uscendo dai meccanismi mentali che ancora giustificano certe scelte assolutamente non piú saggie e rispettose. Sono finiti i compromessi per reggere il mercato saturo dell'automobile, per sostenere le grandi opere inutili e le cementificazioni esasperate e speculative. Le persone si stanno accorgendo che lo sviluppo odierno non apporta piú nessun beneficio reale alle proprie vite, che piú inseguiamo la crescita economica e piú i disagi aumentano, non solo a livello economico,ma soprattutto a livello ambientale e sociale. Il traffico urbano non ha piú ragione di esistere, il compromesso dell'auto ecologica, elettrica o ad idrogeno, il compromesso delle domeniche con traffico limitato, il compromesso dei biocombustibili non sono in grado di dare un futuro migliore. Le centrali di incenerimento, che sono alimentate a rifiuti urbani, rappresentano il compromesso ideale per la crescita illimitata dei rifiuti, per continuare ad adottare lo stesso sistema incrementando i profitti, mascherando il tutto con un alone penoso di ecosostenibilitá e favorendo l'immissione in atmosfera di particelle ultrafini altamente pericolose. Lo sviluppo sostenibile e la green economy sono gli esempi piú celebri e accettati dei compromessi che il sistema ha creato per resistere al cambiamento.
L'unico modo che abbiamo per uscire da tutti questi compromessi é fare un salto in avanti molto piú ampio, guardando al futuro con una visione rinnovata e profonda. Ció significa abbandonare i paradigmi culturali dominanti, riformare lo spirito umano e indirizzare le nostre scelte nella direzione della nostra evoluzione (né progresso, né sviluppo) e non del nostro declino.

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