«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

mercoledì 8 febbraio 2012

Che cos'è la sobrietà?

I fondamenti della sobrietà
La scienza della sobrietà (parte due)


«Non potrai mai avere abbastanza di ciò che non serve per essere felice» Eric Hoffer

La sobrietà nasce dalla consapevolezza che la nostra felicità, la nostra realizzazione come individui e il nostro benessere non dipendono esclusivamente dalle condizioni esterne né dalle conquiste materiali, che esistono limiti fisici che dobbiamo riconoscere e che dobbiamo utilizzare per vivere serenamente e in armonia con noi stessi, gli altri e l’ambiente.
La sobrietà poggia quindi su due principali consapevolezze: il senso del limite e il senso della possibilità.
I limiti fisici della nostra vita sono evidenti e inevitabili. Il primo fra tutti è la durata stessa della vita e perciò la morte. Altri limiti palesi si possono individuare osservando tutti gli eccessi della società dell’abbondanza: l’obesità, il traffico, l’inquinamento, l’alcolismo, lo spreco, i divari sociali e oltre. Da ciò, la nostra felicità e il nostro benessere ad esempio non crescono all’infinito con l’aumento del consumo di energia (e quindi con il crescere degli schiavi energetici al nostro servizio). Esistono limiti più o meno delineabili (Armaroli e Balzani suggeriscono 100 GJ/anno procapite* [1]) e certamente non rigidi, superati i quali la nostra felicità e il nostro benessere non crescono più, piuttosto cominciano a diminuire. Lo stesso vale per il reddito: esiste un limite oltrepassato il quale non si hanno più ulteriori benefici, e si arriva a un punto in cui i benefici vengono superati dai disagi.
Il senso del limite è bilanciato, in supporto e non in contrasto, dal senso della possibilità che invece si riferisce alla potenzialità umana (questa volta veramente illimitata) di creare un’alternativa, un’occasione, in altre parole di creare valore nella propria vita. Il potenziale umano riflette il potere racchiuso nella vita universale, quell’energia che permea l’intero universo e si manifesta in ogni fenomeno. Schiudere questo potenziale significa aprire la propria vita, attraverso una riforma interiore, che chiamiamo rivoluzione umana, e rivelare la propria natura originaria pura e illuminata, eterna.
Questo processo, che è attivato individualmente, si concretizza servendosi di tre canali relazionali: il canale spirituale, quindi la relazione con se stessi, il canale delle relazioni propriamente dette, quindi le relazioni umane, e il canale delle relazioni con il proprio ambiente fisico. Per creare valore nella propria vita si devono mettere cause (pensieri, parole e azioni) allo scopo di armonizzare e curare queste tre relazioni fondamentali. Le relazioni diventano bisogni primari da soddisfare per realizzare appieno la propria felicità e il proprio benessere e condurre la società intera verso la stabilità, la libertà e la pace.


*«che rappresentano meno della metà dell’attuale consumo medio nel mondo occidentale»

[1] Energia per l’astronave Terra – Armaroli, Balzani – Zanichelli editore





1 commento:

  1. Tutto è relativo ad ogni uomo, sia nel tempo che nello spazio. Se una cosa va di moda, può non soddisfare una persona, anzi sembra una costrizione per soddisfare. Ad ognuno di noi occorre ciò di cui egli ha bisogno, non ciò che va di moda.

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