«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 9 gennaio 2012

Una profonda fiducia nell'umanità

La condizione essenziale per il cambiamento dell’uomo e del mondo

Dipinto di Antonio Cocchi Panebianco


È possibile davvero creare un mondo di pace e serenità per tutti? Un mondo basato sul rispetto reciproco, l’equità e la collaborazione? Si tratta di un sogno utopico che possono permettersi di fare solo quei sognatori dalla parlata facile, dalla vita agiata e che non hanno niente di meglio da fare?
Certo è che alcuni sforzi sono stati fatti in questa direzione, ma è evidente a tutti che siamo ancora molto lontani dalla meta. Ad ogni modo a me piace vederla sotto un’altra luce.

Tutto dipende da noi. Non può esserci nessuna armonia e nessuna pace nel nostro ambiente se l’armonia e la pace non sono prima dentro di noi. Soltanto attraverso una rivoluzione del proprio io, della scoperta spirituale della profondità e dell’immenso, oserei dire questa volta a ragione illimitato, potenziale che custodiamo nella nostra vita. La nostra rivoluzione umana è la condizione essenziale su cui un nuovo modello di società può essere costruita a livello planetario, contando su solide e stabili fondamenta.
Risvegliarci alla verità che non esiste separazione tra noi e il resto del mondo, per non dire universo, che è sbagliato e contro natura pensare di poter star bene sulla sofferenza di qualcun altro perché il singolo individuo è strettamente connesso con tutti i fenomeni e viceversa, mentre tutta la vita è un eterno flussare di energia vitale inesauribile. Percepire queste consapevolezze ci permette di sperimentare una sensazione che sicuramente non abbiamo mai provato prima, un sentimento possente e autentico sgorgare dalle nostre viscere come acqua fresca da una sorgente di montagna, un sentimento di pura armonia: una profonda fiducia nell’umanità. Una fiducia che non si basa sulle circostanze ma che indistintamente abbraccia e permea tutto ciò che ci circonda senza limiti. Una fiducia che non ha origine nella nostra mente, ma dalla parte essenziale de nostro cuore vibrante di felicità assoluta. Un’emozione unica e maestosa che supera i cinque sensi e la nostra ragione e ci rende capaci di credere davvero che un mondo migliore non solo è possibile ma è appena nato dentro di noi.

1 commento:

  1. Se ti risvegliassi VERAMENTE alla verità che non esiste separazione tra io e mondo, proveresti terrore, almeno per un attimo, perché ti garantisco che la Cosa (maiuscola non casuale) è ENORME.
    Questo concetto nel buddismo (ovviamente inferiore e provvisorio, si sa) è chiamato Advaita, non dualità. Tutto è uno.
    Ma tutto è uno al di là di armonia e pace. Se comprendi veramente che non c'è differenza tra io e il resto, allora comprendi che non c'è niente che devi fare. Tutto è quello che è, un eterno fluire di energia vitale. Tu sei quel flusso.
    L'esperienza non è così estatica come potrebbe sembrare. Le forze del cosmo (chiamiamole così) sono SPAVENTOSAMENTE enormi. E' una gioia TERRIBILE quella del mondo, una Presenza formidabile. Probabilmente ti sembrerò pazzo, ma quello che sto cercando di dire è che dietro il bel mondo edulcorato che desidereresti c'è un abisso gigantesco. Essere felice nell'abisso, questo è il buddha. Meglio rimanere a livello di illusioni, mi sa...

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