«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

giovedì 15 dicembre 2011

La triplice crisi è un'unica crisi

Stiamo vivendo una crisi globale del nostro sistema mondiale, un'unica crisi generata da un'unica causa ma che si manifesta in più livelli, tre fra i più importanti sono: quello economico, quello ambientale e quello sociale.

L'economia è da anni in soffocante agonia, i mercati faticano a crescere nonostante le varie manovre attuate. Si crede che sia soltanto questione di tempo, che la crisi economica segua un andamento periodico e che tornerà di nuovo la crescita sperata e la prosperità. Si prendono provvedimenti per ripararsi dalle conseguenze negative di tale crisi finanziaria, si spostano soldi, si fanno nuove leggi, si incoraggia la ripresa e ci si mette al riparo da un momento buio che è destinato a passare alla svelta. Pochissimi hanno capito che questa crisi è strutturale, dipende dal sistema stesso, dalle sue fondamenta, e finchè tale sistema e le fondamenta su cui poggia non saranno modificate e sostituite con nuove e stabili fondamenta l'economia non potrà che essere in balia di se stessa e dell'avidità umana.

L'ambiente in cui e di cui viviamo viene degradato da ogni nostra azione incosciente, dalla rincorsa alla crescita e allo sviluppo senza tenere in considerazione nessun limite fisico e geografico. L'gnoranza dell'interdipendenza tra la nostra vita e il nostro ambiente e l'ignoranza dei limiti intrinseci del nostro pianeta fanno sì che questo stato di crisi ambientale non possa che peggiorare, nonostante i tentativi di sistemare le cose tramite la corsa alla green economy. L'aria e l'acqua nelle nostre città sono sottoposti a rischio crescente di contaminazione, così come per gli alimenti di cui ci nutriamo, ovunque essi siano prodotti. La nostra salute e quella dei nostri figli ne subiranno le conseguenze. Ciò è evidente.

L'instabilità economica e il divario crescente tra ricchi e poveri nelle società del Nord, nonchè la distribuzione iniqua delle risorse e delle possibilità di sviluppo a livello mondiale crea e aggrava i presupposti di una crisi sociale, i cui sintomi tangibili sono la violenza crescente, la perdita di fiducia, l'aumento del razzismo, del fanatismo, del nazionalismo estremo. La società ricca, basata sull'aumento dei consumi, è fondata da mezzi di distrazione e di disgregazione sociale (cellulare, Tv, auto) che allontanano le persone tra di loro e dal reale senso dell'esistenza e le rendono più avide, egoiste e profondamente insofferenti verso il proprio ambiente circostante.

Questa triplice crisi che attraversiamo è un'unica crisi, causata e sostentata dall'illusione che esista una separazione tra i vari aspetti della vita, che l'uomo, la società e l'ambiente siano essenze separate e distinte, che la felicità e il benessere del singolo individuo non siano collegati a quegli delle altre persone e che dipendano solamente da circostanze esterne, che il nostro pianeta non abbia limiti da rispettare e che la corsa in avanti sia infinita.
Il sistema attuale poggia le sue basi sulla competizione tra gli individui e favorisce caratteristiche quali l'avidità, la superbia, l'arroganza prendendo origine dall'unico fattore che regola tutto e tutto controlla: il profitto monetario.

Risolvere questa unica crisi significa porre nuove fondamenta su cui costruire un nuovo sistema.

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