«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

martedì 13 dicembre 2011

Forum sulla sostenibilità - Plesso Morgagni Firenze

Oggi più che mai e forse realmente per la prima volta, ci rendiamo conto che il nostro modello di sviluppo non è sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale per finire a quello economico che si basa su sfruttamento delle risorse, disuguaglianza sociale ed inefficienza.

La crisi finanziaria è una dimostrazione lampante di come l’uomo è assoggettato sempre più ai dogmi del modello capitalista di ricchezza e potere senza tener conto dei limiti naturali del pianeta in cui viviamo.

Le disuguaglianze sociali sono sempre più marcate sia all’interno dei paesi stessi che tra quelli “industrializzati” ed i “paesi in via di sviluppo”, inoltre questi ultimi puntano a raggiungere i nostri standard di benessere, andando cosi ad alimentare ed espandere una realta ormai folle.

Attraverso l’uso indiscriminato delle risorse, che provoca effetti devastanti sui cicli naturali, come la deforestazione, l’erosione e la desertificazione, stiamo mettendo a serio rischio la sopravvivenza della nostra specie su questo Pianeta. I flussi migratori delle popolazioni sono sempre più numerosi e disperati, le persone scappano proprio da quei paesi ricchi di risorse naturali, ma che arricchiscono solo i potenti dei paesi avanzati. Le risorse sulle quali si basano i nostri sistemi produttivi sono limitate ed hanno bisogno di lunghi tempi di rigenerazione, per questo non possiamo permetterci di sprecarle e di buttarle in una discarica o bruciarle in un inceneritore, ma dobbiamo iniziare a ri-progettare tutto il sistema, utilizzare risorse rinnovabili e a minor impatto, beni che siano più durevoli ed eco-sostenibili in modo da limitare l’estrazione di risorse a monte del sistema e la produzioni di rifiuti a valle e per attuare un sistemo di sviluppo realmente raggiungibile da tutti, ma che non porti alla distruzione del pianeta che ci ospita.

FONTE: studentidisinistra.org


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