«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

venerdì 28 ottobre 2011

Il picco della salute

Tutti conosciamo bene il picco del petrolio, se n'è parlato tanto e da diversi anni. Ci sono studi e modelli matematici che cercano di delineare l'andamento della estrazione e raffinazione del petrolio, provando a stabilire quando raggiungeremo il livello massimo e quanto sarà rapida la diminuzione che ne segue. Abbiamo visto però che è molto difficile fare i conti con una risorsa così strategica, difficile conteggiare le riserve che i paesi si sono accantonate nel tempo, difficile stabilire quanto petrolio si può economicamente estrarre da una riserva, e difficile prevedere come le prossime avanguardie tecnologiche riusciranno ad influenzare il fenomeno.
La triste verità è che il petrolio non si rinnova da solo, e per quanto possa essere prima o poi avrà una fine se lo bruciamo tutto, sprecandone immense quantità. E la triste verità comprende anche tutte le altre preziose materie prime che utlizziamo, molte delle quali sono rare e di estrazione onerosa. Il riciclaggio, che pur richiede ingenti quantità di energia, è una necessità essenziale già oggi.

Una ancor più triste verità, che anche un bimbo è in grado di intuire, è che esiste pure un picco della salute. Le conquiste tecniche scientifiche e una evoluzione nella educazione e nell'igene ci hanno permesso di allungare l'aspettativa di vita nei paesi del mondo occidentale a partire dal dopo guerra. Lo stesso sviluppo economico industriale che ha favorito tale miglioramento di vita adesso, esasperato e fuori controllo, sta mettendo a rischio la nostra vita cominciando a mettere in ombra i benefici raggiunti, fino a che gli effetti negativi, dovuti al pesante inquinamento, tenderanno a prendere il sopravvento e ad accorciare la nostra aspettativa di vita. Questo discorso naturalmente vale anche per i paesi "del terzo mondo", che sono sottoposti pure ad inquinamento di vario genere, se pur tuttavia partono da condizioni sanitarie e di aspettativa di vita differenti.

Ancora una volta, capiamo che la scienza e la tecnologia hanno dei limiti e che solo accompagnandoli con l'uso della saggezza e del buon senso intrinseci nella natura umana possiamo davvero apportare benefici a tutti gli esseri viventi.




Approfondire:



Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog