«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

domenica 20 febbraio 2011

Vita e ambiente: una prospettiva buddista

DAISAKU IKEDA
Presidente della Soka Gakkai Internazionale


Tradotto da Sgi Quarterly, luglio 2010

La dottrina buddista dell’unicità tra la vita individuale e il suo ambiente (esho-funi) mette a fuoco l’essere umano come parte del vasto universo fisico. L’entità della vita soggettiva e il suo ambiente sono mutuamente interrelate e operano insieme, creativamente. Essi sono un’unità, o, come i caratteri originali cinesi indicano, sono “due ma non due”. Il vastocontinuum spazio-temporale della vita spirituale di ogni individuo corrisponde all’universo esterno del mondo fenomenico. Esso pulsa con un’energia senza limiti, che si manifesta in molte forme differenti – compassione, amore, saggezza, ragione, emozioni, desiderio, pulsioni e così via. Ogni istante, questa energia si sprigiona ad interagire con l’universo circostante, creando un nuovo sé ed un nuovo mondo. Quando l’universo interiore esiste in armonia dinamica, l’energia vitale si trasforma creativamente in compassione, amore, saggezza e ragione. Ma quando l’universo interiore perde il suo ritmo essenziale, quella stessa energia diventa negativa, aggressiva, prende forme dispotiche come l’avidità e le pulsioni distruttive, che trasformano la vita interiore un deserto sterile.

La desertificazione dell’ambiente naturale corrisponde esattamente alla desertificazione spirituale della vita interiore degli esseri umani. Le relazioni tra umanità e natura sono parte dei complessi nessi relazionali tra esseri umani e tra se stessi e la propria vita interiore. L’egoismo di esseri umani il cui ambiente interiore è inquinato e desolato inevitabilmente si manifesterà nella dominazione, deprivazione e distruzione dell’ambiente esterno. A completare il ciclo, un ambiente esterno impoverito e desolato rompe il ritmo della vita interiore dando così ulteriore spazio all’egoismo e all’avidità.

Ma, dal momento che il sistema ecologico del pianeta, le relazioni sociali e la vita interiore dell’individuo sono mutuamente connessi, il potere armonizzante della compassione e della saggezza possono realizzare una trasformazione che diventa la base per la soluzione dei complessi problemi globali. Umanità e natura, società umana e universo interiore sono tutti intimamente interconnessi, e la forza vitale degli esseri umani è sempre l’asse principale per la trasformazione di tutti e tre.

Nichiren, maestro buddista del XIII secolo, dice: «Le dieci direzioni sono “l’ambiente” e gli esseri viventi sono la “vita”. Per spiegare, l’ambiente è come l’ombra e la vita è come il corpo».

Lo scopo dell’umanità

Una teoria dell’evoluzione sostiene che l’umanità mette in grado la vita universale di essere consapevole di sé. L’umanità si pone al vertice del processo di evoluzione materiale, chimica e biologica che si è sviluppato nel corso dei dieci miliardi di anni dal Big Bang, che le correnti teorie individuano come l’origine dell’universo. Il corso dello sviluppo fenomenico spazio-temporale iniziato con il Big Bang ha prodotto la Terra, e l’evoluzione dell’umanità ha permesso gradualmente all’universo di rendersi conto di se stesso.

La vita umana dunque consente all’universo di percepirsi, dal momento che gli esseri umani sono forme di vita capaci di percepire le leggi ritmiche che operano nel sistema ecologico naturale – specificamente la legge di causa e di effetto – e di essere consapevoli della natura ultima della vita stessa. Dunque gli esseri umani hanno il compito di contribuire alla creazione di valore nell’evoluzione della vita attraverso la propria comprensione della dinamica dell’universo e della interrelazione tra la vita e il suo ambiente. Potremmo dire che l’universo stesso ha dato all’umanità la missione di proteggere il complesso sistema ecologico della Terra e di contribuire alla creazione di valore nella biosfera. Di conseguenza, se il senso di questa alta missione orientasse tutte le ricerche tecnologiche e scientifiche, i sistemi sociali, la politica e l’economia, scopriremmo il modo più sinceramente umano – nel senso migliore del termine – per risolvere i nostri problemi ambientali.

Una vita contributiva

Gli esseri umani vivono in modi differenti basandosi su diversi tipi di valori. Siamo in grado di lasciare che egoismo e avidità guidino le nostre azioni fino a offendere gli altri e distruggere l’equilibrio ecologico. Allo stesso tempo, siamo in grado di condurre vite altruistiche, piene di compassione e di saggezza.
Nella terminologia buddista, il modo in cui gli esseri umani dovrebbero vivere e agire per rispondere pienamente alla missione affidataci dall’universo è chiamata la via compassionevole del bodhisattva. Le persone nello stato di bodhisattva si confrontano con i problemi della vita e della società avendo a cuore la felicità degli altri e di se stessi. Le loro vite sono radicate in un profondo senso di missione. Dalla prospettiva illuminata della Buddità, la forma più pienamente realizzata del potenziale spirituale intrinseco alla vita, essi percepiscono la dignità di tutte le forme di vita mentre crescono e si sviluppano nella vastità del mondo fenomenico, dispiegandosi nel tempo e nello spazio, e reagiscono in modo etico e simpatetico non solamente con gli esseri umani ma anche con l’intero mondo ecologico. Attraverso il controllo dell’egoismo e delle illusioni sono motivati dal desiderio di creare valore nelle vite degli altri e nella biosfera, considerando ciò il modo supremo di condurre la vita. Rivoluzionando la propria esistenza e la società lungo la linea indicata dalla via del bodhisattva si può aprire una pagina di speranza per il futuro. Le persone con la mente disposta alla via del bodhisattva sono consapevoli del mondo che li circonda, perciò sentono profondamente la preoccupazione per qualunque cosa esista nella biosfera – anche per forme lontane nello spazio e nel tempo.

I bodhisattva vivono per il futuro, che si sforzano di anticipare attraverso la compassione e la saggezza. Lavorano per amplificare la vitalità creativa della vita stessa e per assicurare che la scienza, la tecnologia e i nostri sistemi sociali siano plasmati e utilizzati per il bene delle generazioni future – ossia degli emissari ancora non nati dell’abbondante energia vitale dell’universo.

Un movimento di massa di persone sagge e colme di compassione che tengono costantemente in considerazione le generazioni future può costruire una società che rispetta la dignità umana e premia la creatività nei nostri sistemi scientifici, economici e legislativi.
La nascita di questa società segnerà l’alba di un nuovo brillante secolo della vita.

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