«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 17 gennaio 2011

DFRU: La Terra è finita, parte 3/30


Il pianeta Terra, quello in cui abitiamo noi esseri umani, è un pianeta finito. Nel senso che il nostro pianeta ha una fine reale e tutta la materia presente sulla Terra è limitata. Certo saranno presenti grandissime quantità di materiali e di risorse, ma sono comunque quantità finite, numerabili, determinabili e non incrementabili. Non lo sapevi? Lieto di averti illuminato.
Pensavi forse che l’acqua che cade dal cielo venisse creata dal cielo stesso e non fosse la stessa acqua che avevi bevuto o sprecato qualche tempo prima? Pensavi forse che l’aria che respiriamo fosse infinita? Che lo scarico della tua auto una volta disperso in atmosfera fosse poi distrutto o scomparisse nell’immensità del cielo? Pensavi che il sapone o il prodotto chimico corrosivo e tossico che hai usato per lavare il bagno e hai tranquillamente scaricato nelle tubature se ne andasse nelle fogne per restarvi per sempre e che nuova acqua pulita nascesse misteriosamente dai monti innevati?
Mi dispiace deluderti ma il nostro pianeta non ha capacità da stregone o da mago in grado di far apparire o scomparire oggetti o di trasformare a piacimento le cose. Il nostro pianeta è regolato dalle leggi della fisica e della termodinamica e, che ci piaccia o no, non sarà possibile agire contro queste leggi. Almeno fino a prova contraria.
Guardi il cielo. Bello vero? Azzurro, azzurro e senza fine. In realtà il cielo una fine ce l’ha, eccome! L’atmosfera terrestre è uno strato sottilissimo in confronto alla grandezza del pianeta. E più si sale in altezza e più l’atmosfera è rarefatta. L’ambiente del pianeta Terra è un meraviglioso equilibrio di più forme di vita e di materia inanimata in armonia e in stretta interdipendenza tra loro. In ogni cosa pulsa la vita, pulsa energia: anche se con i nostri poveri cinque sensi non riusciamo a percepire niente, tutto l’Universo è un’unica grande sorgente di energia invisibile ai nostri occhi. Un po’ come un grande oceano di cui noi siamo solo delle piccole e spaurite onde che emergono per un breve periodo per poi immergersi di nuovo nelle sue profondità.
Tutto questo non lo sapevi, ma in fondo non è proprio colpa tua. Non lo sapevi perché nessuno te lo ha detto. O meglio, se tu avessi parlato di più con i tuoi nonni e fossi stato più tempo con loro, magari in campagna, facendo e vedendo cose dei loro tempi, forse ci saresti arrivato da solo, con un po’ di sforzo. Tu queste cose non le sai perché nessuno te le ha insegnate e perché tutta questa società dove ora tu vivi te le ha sempre nascoste fin dalla nascita. Fin da piccolo infatti ti hanno dato tante occasioni e motivi per distrarti e tenerti occupato. Ricordi che ogni giorno guardavi ore di TV e che se tuo padre non ti comprava l’ultimo modello del giocattolo che tutti i tuoi amici avevano tu non potevi essere contento. E non hai memoria assolutamente di qualcuno che ti abbia parlato di immaginazione, di creazione, di fantasia, di felicità. Nessuno che ti abbia mai dato attenzione se non per i soliti motivi: mangiare, dormire, fare i compiti, andare dal dottore. Anche a scuola hanno sempre cercato di distrarti: nessuno ti ha raccontato di come ci procuriamo il cibo e di cosa ha bisogno una persona per vivere o che cosa significa vivere una vita felice. Forse qualcuno ci ha provato, ma tu l’hai ignorato perché così facevano tutti, e poi quella persona non sembrava affatto una persona felice.
Mi dispiace che nessuno te ne abbiamo parlato. Per questo ti scuso. Ma adesso non abbiamo tempo. Adesso è il momento di ascoltare e di capire.
Tu mi risponderai: se la Terra è finita io che colpa ne ho? Nessuna infatti. Hai soltanto il dovere di informare tutti di questo fatto evidente. E di insegnarlo prima di tutto ai tuoi figli, a quelli sciagurati che erediteranno tutti i nostri misfatti.
Sapere che il nostro pianeta è finito è già un ottimo punto di partenza per affrontare in modo diverso tutte le attività che facciamo nella nostra vita quotidiana. Se l’idea che sta alla base cambia, di conseguenza anche le azioni che ne seguono ne saranno influenzate. Questo mi sembra del tutto logico, ma come vedremo non sarà sufficiente.
Mi interromperai osservando: ma se il pianeta Terra è finito come faremo a crescere e progredire senza tregua come stiamo facendo tuttora e come tutti sostengono che succederà anche in futuro? Bravo, osservazione acuta. La risposta è semplice. Non lo faremo. Il progresso dovrà fermarsi. O meglio il progresso non sarà quello di oggi, il progresso si svilupperà in un altro modo. La crescita infinita non è possibile. È bene che questo sia chiaro, per gli economisti specialmente.
Adesso mi dirai che c’è chi sostiene che in un futuro non troppo lontano sarà possibile la colonizzazione dello spazio cosmico e di altri pianeti. Colonizzare lo spazio come è già stato fatto per l’Africa, l’Asia e l’America? Sì, forse potrebbe essere una soluzione ideale, perché in questo modo continueremo con la stessa tecnica di sfruttamento, utilizzando risorse forse quasi infinite. L’idea è quella di andare a contaminare e distruggere l’intero spazio, cominciando dalla Luna, poi passando al sistema solare e poi alla galassia, spostandoci per trovare un sole che ci fornisca energia. Sì, forse sarà la visione del futuro di molti scienziati, ma non è certo la mia. La colonizzazione dello spazio oltre che non auspicabile, sarà del tutto inutile finché non risolveremo i problemi in casa nostra. Portare il bidone di immondizia fuori casa, non lo farà scomparire. Anche questo mi sembra ovvio.
La nostra sfida, la sfida di tutta l’umanità sarà quella di creare una comunità mondiale solidale e pacifica capace di affrontare le avversità in unità e di darsi sostegno a vicenda. Dirai che si tratta di un’utopia: ma dal momento che anche solo una persona ci crede l’utopia diventa sogno, e sappiamo che i sogni sono fatti per essere realizzati.

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