«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

venerdì 24 dicembre 2010

Generazione decrescente

"Provate, se avete più di quarant’anni, a far parte di una generazione che si è sempre sentita dire che è fortunata perché ha avuto tutto. Provate ad immaginare, per una volta, che cosa voglia dire davvero avere tutto. O pensare di averlo, almeno. Credete che sia facile dare un senso alla propria vita?

Provate a vivere in un mondo in cui tutto è già stato detto, o fatto, o scoperto, o inventato, o addirittura vissuto. Un mondo in cui i vostri padri possono vantarsi di aver costruito tutto da soli. Immaginate di non trovarvi sempre e comunque a vostro agio, in questo mondo costruito “per voi”, soprattutto quando ne avete molte ragioni per farlo.

Provate ad avere trent’anni e a dover lavorare a tempo determinato in un call center, magari vivendo ancora in casa dei genitori perché impossibilitati a (se non incapaci di) mettere su famiglia. Se non volete metter su famiglia, provate a metter su casa, se non potete ricevere un prestito da banche ormai alla rovina che non si fidano (!) di voi.

Provate a crescere col cervello quotidianamente bombardato da impulsi che, quando non sono a scopo pubblicitario, vi fanno credere che, senza il minimo impegno o capacità, diventerete rock-star o divi televisivi. Crescete col boom della pubblicità prima e dei reality show poi, invece che con “Carosello”.

Provate ad uscire un sabato sera e sentire il vuoto fuori e dentro di voi, nel vedere molti, troppi coetanei incapaci di affrontare anche una semplice serata in discoteca senza ricorrere all’uso di sostanze più o meno legali.

Provate a crescere e maturare nel periodo storico in cui si stanno pagando le conseguenze sociali, ambientali, politiche ed economiche delle scelte sbagliate fatte da molte delle persone che oggi vi accusano di essere degli ingenui, dei deboli, degli svogliati… dei vigliacchi!

Provate a non avere idea di cosa ne sarà del vostro domani, vuoi per i crash finanziari piuttosto che per i cambiamenti climatici.

Provate ad essere giovani in un mondo vecchio. Un mondo in cui la folle corsa al “di più”, al “più grande”, al “più veloce”, vi ha probabilmente fatto mangiare tre volte al giorno, ma vi ha tolto molto altro.

Provate, anche solo per un giorno. E vedremo se la Decrescita non è l’unica risposta ai nostri problemi che non sia priva di senso, vivendo nella quasi totale assenza, tra l’altro, di uno straccio di spiritualità o di un briciolo di ideologia.

È stato fino ad oggi un viaggio a senso solo: verso l’alto. Ma chi vola troppo in alto, si sa, prima o poi viene colto dalla vertigine.

Noi siamo la vertigine. E vogliamo rallentare. Vogliamo scendere. Vogliamo decrescere!"


di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio
fonte: il Fatto Quotidiano fonte

Il prezzo che dobbiamo ancora pagare

Apriamo il rubinetto ed esce acqua
premiamo l'interruttore e abbiamo luce
regoliamo il termostato e ci riscaldiamo
apriamo il gas e cuciniamo
prendiamo l'auto e ci spostiamo
usiamo computer e cellulari e comunichiamo
entriamo in un supermercato e ci riforniamo

Tutto è alla nostra portata
facciamo piccoli gesti
e otteniamo ciò che desideriamo

Non ci rediamo conto però
che il prezzo che dobbiamo ancora pagare
per tutto questo
è elevatissimo.

Luca



"Sostituire i frigoriferi con una stanza fredda, un viaggio alle Antille con una bella biciclettata, l'aspirapolvere con la scopa e lo spazzolone, l'alimentazione a base di carne con l'alimentazione vegetariana..." Bruno Clementin e Vincent Cheynet

domenica 19 dicembre 2010

I dieci comandamenti (per la sobrietà)

1. Evita l’usa e getta. È la forma di consumo a maggior spreco e a maggiore produzione di rifiuti.

2. Evita l’inutile. Prima di comprare qualsiasi oggetto chiediti se ne hai davvero bisogno o se stai cedendo ai condizionamenti della pubblicità. Alcuni esempi sono l’acqua in bottiglia, il vestiario alla moda, il cellulare all’ultimo grido.

3. Privilegia l’usato. Se hai deciso che hai bisogno di qualcosa non precipitarti a comprarlo nuovo. Prima fai un giro presso amici e parenti per verificare se puoi avere da loro ciò che fa al caso tuo.

4. Consuma libero da scorie. Quando fai la spesa fai attenzione agli imballaggi. Privilegia le confezioni leggere, i contenitori riutilizzabili, i materiali riciclabili.

5. Autoproduci. Producendo da solo yogurt, marmellate, dolci e tutto ciò che puoi, eviti chilometri e imballaggi.

6. Consuma corto e naturale. Comprando locale e biologico eviti chilometri, sostieni l’occupazione e mantieni un ambiente sano.

7. Consuma collettivo. È il modo migliore per permettere a molti di soddisfare i propri bisogni mantenendo al minimo il consumo di risorse e di energia. Oltre all’autobus e al treno, puoi condividere molti altri beni durevoli: auto, bici, aspirapolvere, trapano, lavatrice.

8. Ripara e ricicla. Allungando la vita degli oggetti risparmi risorse e riduci i rifiuti.

9. Abbassa la bolletta energetica. Andando in bicicletta, isolando la casa, investendo in energia rinnovabile, utilizzando elettrodomestici efficienti e gestendoli con intelligenza, riduci il consumo di energia con beneficio per le fonti energetiche e il portafoglio.

10. Recupera i rifiuti. Praticando in maniera corretta la raccolta differenziata permetti ai rifiuti di tornare a vivere in nuovi oggetti.


Il Mosè di turno, Francesco Gesualdi

*estratto da "L'altra via" di Francesco Gesualdi, Coedizione Altra Economia, 2009

Obiettivo benvivere

"Ci sono ambiti in cui la qualità della vita non dipende dalla disponibilità di risorse, ma dalle formule organizzative.
Per benvivere in città serve verde, centri storici chiusi al traffico, piste ciclabili, trasporti pubblici adeguati, piccoli negozi diffusi, punti di aggregazione.
Per benabitare servono piccoli condomini con spazi e servizi comuni che favoriscono l'incontro.
Per benlavorare servono piccole attività diffuse sul territorio per evitare il pendolarismo e favorire la partecipazione.
Per benrelazionarsi servono tempi di lavoro ridotti, momenti senza televisione, tranquillità economica, per favorire il dialogo e la distansione familiare.
Tutto ciò non richiede barili di petrolio, ma scelte politiche.

Ci sono altri ambiti, e sono quelli connessi alla qualità dell'ambiente, in cui è addirittura necessario ridurre i barili di petrolio.

Se vogliamo abbattere la CO2 dobbiamo ridurre la produzione elettrica proveniente da centrali alimentate con combustibili fossili. Dobbiamo ridurre il numero di auto in circolazione. Dobbiamo ridurre i chilometri incorporati nelle merci.
Dobbiamo adottare la sobrietà, inteso come tentativo di soddisfare i nostri bisogni riducendo al minimo le risorse e la produzione di rifiuti."

Francesco Gesualdi

sabato 11 dicembre 2010

L'AUTOIMMOBILE - una critica dell'auto

In Italia ci sono 60 auto ogni 100 abitanti (media europea 46 auto ogni 100), ... significa più di un auto ogni due persone, numeri incredibili !!!





DIECI MOTIVI PER NON USARE L'AUTO

  1. L'auto inquina l'aria che respiriamo tutti i giorni;
  2. L'auto è una minaccia costante per la vita dei pedoni, dei passeggeri e degli automobilisti;
  3. L'auto contribuisce all'inquinamento acustico;
  4. L'auto ha bisogno di infrastrutture costose e ingombranti
  5. L'auto non favorisce (bensì peggiora) le relazioni sociali;
  6. L'auto genera traffico quindi aumenta l'inquinamento, il disagio e lo stress;
  7. L'auto genera disugualianze generazionali (adulti/anziani/bambini) e sociali (ricchi/poveri);
  8. L'auto ha una bassa efficienza energetica (funziona più da caldaia che da motore di trazione);
  9. L'auto oggi giorno non rappresenta il mezzo urbano più conveniente (in termini di tempo e di costo);
  10. L'auto divora risorse preziose e non rinnovabili come gli idrocarburi.

Stefano Bartolini dell'Università di Siena scrive:
"L’errore più grave è che si tenta di risolvere il problema costruendo più strade. Ogni nuova infrastruttura viaria - un parcheggio, l'ampliamento di una strada, un cavalcavia o una nuova autostrada - genera traffico, finché tutto torna come prima. Secondo Penalosa “è come voler risolvere i problemi di pancia allentando la cintura”. [...]
L'unica soluzione alla sfida della mobilità nella città è il trasporto di massa, che non deve essere usato solo dai cittadini meno abbienti, ma da tutti. L’obiettivo deve essere offrire una mobilità dignitosa a tutta la popolazione, al minor costo possibile e non risolvere il problema del traffico con interventi costosi e dagli effetti temporanei."

giovedì 9 dicembre 2010

Decalogo per una società felice

  1. NO ai centri commerciali e allo spreco
  2. NO alle automobili e al traffico
  3. NO alle multinazionali e ai vestiti firmati
  4. NO alla televisione e alla pubblicità commerciale
  5. NO alle vacanze di evasione
  6. SI alla bicicletta e ai mezzi di trasporto pubblici
  7. SI alla vita sociale, al tempo libero e alla diminuzione delle ore di lavoro
  8. SI alle energie alternative e al risparmio energetico
  9. SI all’autoproduzione e ai prodotti biologici
  10. SI alla cultura, l’educazione, la spiritualità


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