«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

venerdì 21 dicembre 2012

Il nuovo libro di Luca Madiai

Proprio oggi che dovrebbe finire il mondo, vi presento il nuovo libro in cui ho concentrato le riflessioni e l'esperienza degli ultimi due anni. Dopo il saggio Decrescita Felice e Rivoluzione Umana, il cammino continua ...

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lunedì 17 dicembre 2012

Allarghiamo i nostri orizzonti

Fonte immagine: http://www.flightradar24.com/

Questa immagine riporta gli aerei in volo nei cieli europei nel momento in cui sto scrivendo. A vedere questa immagine mi vengono in mente due cose su cui riflettere, entrambe scaturiscono da un differente punto di vista. 

Infatti osservando la quantità di aerei che circolano in tutto il mondo, non importa sapere il numero esatto, si fa più difficoltà a comprendere quelle persone che hanno paura di volare perché ritengono il volo pericoloso per la propria incolumità. Non credo ci sia bisogno di calcoli o di statistiche per capire che è più pericoloso uscire per la strada che prendere un volo qualsiasi. Il traffico stradale credo che sia tra le armi più potenti al mondo, in termini di vite spente e di sofferenze arrecate alle persone. 

La seconda cosa è che noi piccoli uomini non abbiamo idea di ciò che abbiamo creato e della enorme entità del nostro impatto sull’ambiente. Sicuramente c’è tanto egoismo e menefreghismo, sicuramente c’è tanta arroganza, sicuramente c’è anche tanta ignoranza, ma al di là di tutto questo c’è anche una poca attitudine alla riflessione e alla percezione dei fenomeni, non c’è percezione degli ordini di grandezza per esempio, non c’è percezione della interconnessione dei fenomeni e della loro complessità intrinseca. Se uno pensa a un aereo che vola, pensa a una piacevole quanto breve vacanza in qualche paradiso tropicale, niente di più. 

Proviamo quindi a fare un allenamento della nostra percezione di ciò che abbiamo attorno, dei fenomeni che si concatenano, impariamo a conoscerli ma prima di tutto a vederli come interconnessi e interagenti. Proviamo a pensare ai limiti che esistono e al nostro andamento attuale. Se da una parte l’aumento del traffico, sia aereo che stradale, è oggi un fattore esclusivamente positivo in quanto indice di una crescita economica, pensiamo a che ripercussioni, in termini ambientali, economici e sociali, possa avere questa visione. Pensiamo liberi da condizionamenti ideologici, impariamo a percepire tutti gli aspetti legati a un fenomeno, allarghiamo di trecentosessanta grandi la nostra visuale, ne avremo sicuramente dei benefici. 

mercoledì 12 dicembre 2012

Balasso testimonial videopoker




"Ma a chi interesserebbe fare una guerra di resistenza ? A nessuno
Perché a tutti ci fa comodo che ci siano milioni di poveri cristi massacrati. Ci facciamo scudo con questi poveri cristi. Prima che arrivino a noi, ne devono far fuori di poveracci. Il fatto è che non vogliamo arrenderci all’idea che siamo entrati in un corto circuito mentale, secondo cui più stanno male gli altri più stiamo bene noi. È il principio del telepass. Se tu passi col telepass e nei caselli vicini non c’è nessuno, tu passi e il tuo stato d’animo non cambia. Ma se tu passi col telepass e i caselli vicini sono pieni di gente in coda che aspetta col biglietto in mano, tu sei felice. Ma perché non eri felice prima? perché quello che ti fa felice non è l’idea di passare, è l’idea che non passano gli altri. Questo è il cortocircuito." Natalino Balasso

lunedì 10 dicembre 2012

I fuggi, fuggi in avanti e coloro che vogliono tornare a casa




«Da una parte ci sono coloro che si potrebbero chiamare "i fuggi, fuggi in avanti": coloro che nonostante i disastri ecologici, ma soprattutto davanti ai disastri esistenziali che leggiamo e vediamo ogni giorno, non vogliono porsi la fatica del dubbio e si ripetono che: sono problemi individuali, non possiamo stare fermi, dobbiamo andare avanti, non c'è niente di sbagliato nella civiltà e nella tecnologia moderna eccetto il fatto che è incompleta, il progresso e il futuro inventeranno tutti i correttivi necessari. 

Accanto a questa cultura dominante, appoggiata dai governi e dalle industrie, esistono, in Occidente, tante persone, ancora una minoranza, ma sempre più in crescita e forte nei propri convincimenti di fondo, che potremmo chiamare "coloro che vogliono tornare a casa", oppure forse anche "no global". Sono persone che cercano nuovi stili di vita più autentici, una vita in seno alla natura, seguendo, per esempio, le strade del biologico, del vegetarianismo, delle medicine naturali. Soprattutto sono persone che vogliono mantenere in vita l'antica consapevolezza che tutte le forme del mondo vivente sono intimamente connesse, persone che ormai istintivamente mettono in dubbio l'idea del progresso»


Estratto da: Gloria Germani, Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi

lunedì 3 dicembre 2012

Dalla moltiplicazione alla condivisione



Gesù per la decrescita


"La civiltà, nel senso reale del termine, non consiste nella moltiplicazione, ma nella volontaria e deliberata restrizione dei bisogni. Questo soltanto porta la felicità e il vero appagamento" Mahatma Gandhi



Nella sua interpretazione dei testi sacri partendo dalle loro versioni in ebraico e greco antico, Igor Sibaldi sconvolge tutta la teologia e tutta la dottrina cristiana dando una visione completamente nuova delle religioni che si basano sulla Bibbia. Una visione utilissima per il cambiamento epocale che abbiamo davanti.

In particolare, per quanto riguarda l'episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci (Luca capitolo 9) considerato da sempre uno dei tanti miracoli di Gesù, Sibaldi da una chiave di lettura molto autentica e chiara. Secondo la sua interpretazione, infatti, quell'episodio non si tratta affatto di un miracolo, di qualcosa di straordinario che non è possibile per le persone comuni, ma piuttosto di un semplice e caloroso invito di Gesù a condividere con tutte le persone presenti il cibo che solo alcuni avevano con sè. 

All'epoca, dice Sibaldi, erano migliaia le persone che seguiva Gesù e alcune di loro venivano da più lontano altre da più vicino, perciò non tutte avevano a disposizione del cibo da casa, oppure lo finiva prima. Perciò quando la sera le persone dovevano allontanarsi per andare a procurarsi del cibo, spesso Gesù diceva che sarebbe bastato suddividersi in gruppi di cinquanta persone e condividere il cibo che c'era, e che in questo modo ce ne sarebbe stato abbastanza per tutti. 

Per quanto banale possa sembrare questa spiegazione dei fatti, ciò che ne consegue ha un potere destabilizzante dal punto di vista economico-sociale. Interpretare questi passi del vangelo come un miracolo, quindi qualcosa di impossibile per gli uomini (senso di impossibilità), e come moltiplicazione che implica la crescita e quindi l'abbondanza, invece che la semplicità e l'ingenuità che sta dietro alla condivisione di ciò che si ha con gli altri fa una differenza abissale, esattamente la differenza che c'è tra la cultura occidentale di oggi, basata sulla crescita e sull'abbondanza, e la cultura di domani, fondata invece sull'equilibrio e la condivisione. Il potere di cambiamento, il potenziale di trasformazione, che insito in una tale reinterpretazione è inimmaginabile. 

Fino a venti anni fa si sarebbe detto che Gesù aveva tendenze comuniste, ma oggi che il comunismo è superato, forse potremmo sbilanciarci dicendo che il pensiero di Gesù, come quello degli altri grandi illuminati storici (Buddha, Confucio, Gandhi...), si avvicina molto al ripensamento culturale che vorrebbe proporre la Decrescita Felice e Rivoluzione Umana.  


sabato 1 dicembre 2012

Sono libero




                                                           "Sto volando
                                                              ma non sono un aereo
                                                              non vado in linea retta
                                                              sono un uccello
                                                              volteggio
                                                              vado avanti
                                                              vado indietro
                                                              vado a destra
                                                              vado a sinistra
                                                              vado in alto
                                                              vado in basso
                                                              vado
                                                              Sono libero"
                      
                                                                                                     Poesia di Paolo Madiai
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