«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

lunedì 16 maggio 2011

DFRU: La teoria del valore, parte 20/30


Spesso diciamo che la nostra società ha perso i valori fondamentali, o che si basa su valori fittizi, materiali, come il denaro, la fama, il potere, il riconoscimento sociale. Nessuno insegna più quale sia il senso e lo scopo della nostra vita su questa Terra. L’imperativo predominante è quello di creare ricchezza monetaria, crearsi una posizione di prestigio nella comunità, acquistare importanza, e sempre più frequente tutti i mezzi per raggiungere questi scopi diventano leciti. Nessuno crede più di poter conciliare le proprie ambizioni con quelle degli altri e la legge del più forte stabilisce chi ha ragione e chi ha torto.
Tuttavia esistono altre vie per realizzare la propria vita, sebbene non siano insegnate in nessuna scuola. Esiste la cosiddetta Teoria del valore [3] dell’educatore giapponese Tsunesaburo Makiguchi (1871-1944), la quale afferma che lo scopo della nostra esistenza sta nella creazione del valore, per noi e per la società intera. Il concetto di creazione di valore comprende il termine creare, ovvero un’azione attiva e creativa, e il termine valore che consiste di tre elementi: bellezza bene e guadagno.
Secondo Makiguchi la realtà (o verità), se pure possa essere osservata sotto infiniti punti di vista, è unica e non può essere creata né cambiata dall’azione dell’uomo, la realtà e ciò che è. Il valore invece può essere creato allo scopo di modificare la relazione tra l’oggetto esterno e l’uomo, in quanto connota un rapporto soggetto-oggetto. Il modo per creare valore è quello di interagire con la natura e con la realtà in modo da creare un ordine nuovo che produce un beneficio sostanziale per la società intera.
 La bellezza si riferisce alla risposta sensoriale del singolo individuo all’ambiente esterno e riguarda solo una parte della sua vita.
 Il guadagno invece è riferito alla totalità della vita dell’individuo e consiste nella relazione tra l’individuo e l’oggetto. Tale relazione contribuisce allo sviluppo e al mantenimento della sua vita.
 Il bene è un valore sociale, una relazione tra soggetto-oggetto che arreca sostegno e beneficio alla società intera.
In opposizione a bellezza, guadagno e bene ci sono bruttezza, perdita e male e sono indicativi di ogni relazione considerata nociva al mantenimento della vita (la creazione di disvalore). Makiguchi crede che lo scopo dell’educazione sia quella di insegnare la distinzione tra valore e verità e tra bellezza, guadagno e bene in modo da armonizzare queste componenti nelle relazioni (pensieri, parole e azioni) che creiamo nella nostra vita.
Questa teoria del valore, include il concetto di felicità e benessere che andavamo cercando, e non soltanto parla della felicità del singolo, ma comprende, e ne fa condizione necessaria, anche l’impegno e il desiderio per la felicità altrui. Tutto questo è visto in un’ottica del singolo individuo che si attiva, che prende coscienza e agisce per il proprio e l’altrui bene.
«La vera felicità viene unicamente dal condividere gioie e dolori con gli altri e con la nostra comunità. È essenziale dunque che il vero concetto di felicità racchiuda in sé il senso di una partecipazione attiva alla vita sociale» (Makiguchi, Educazione per una vita creativa, Rivista Duemilauno n. 28).

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog