«Per quanto complesse possano sembrare le questioni a livello globale, non dobbiamo dimenticare che siamo noi ad averle create. Dunque è impossibile che la loro soluzione sia al di là del nostro potere di esseri umani. Dobbiamo ripartire dalla nostra umanità, riformando e facendo emergere le nostre capacità: questo tipo di rivoluzione umana individuale può portare a un’effettiva riforma su scala globale» Daisaku Ikeda

giovedì 10 febbraio 2011

Invertire la nostra tendenza per un mondo migliore

Si può cambiare, partendo proprio dalle piccole cose, che apparentemente sembrano cambiamenti insignificanti, ma come le persone sagge sanno, dietro alle piccolezze c'è l'universo intero.
Vorrei cominciare dalle piccole azioni che possiamo fare già da subito per invertire la nostra tendenza, a forza di minuscoli passi nell'ottica della creazione di valore.

La tendenza è quel pensiero, quell'inerzia psicologica che non ci permette di cambiare atteggiamento per pigrizia di coscienza, e ci fa ripetere in modo meccanico le stesse azioni, senza riflettere, senza porsi domande, abituati da una routine comoda e schematizzata ormai da tempo.

Prendiamoci un momento di relax e riflettiamo sulle nostre azioni giornaliere e come queste influiscano sul nostro ambiente, su noi stessi e su chi ci è vicino. Rispetto per sé, per gli altri e per l'ambiente: questi sono i cardini per la creazione di valore in ogni decisione che prendiamo.

Vorrei fare degli esempi semplici, giusto per cominciare.

La mia tendenza è quella di accettare passivamente una busta di plastica ogni volta che faccio un nuovo acquisto: adesso mi ricordo di far gentilmente notare al commesso che non ho bisogno della busta perchè uso la mia borsa o un sacco di stoffa.

La mia tendenza è quella di fiondarmi fuori casa e prendere l'ascensore senza pensarci: adesso ancor prima di arrivare al pulsante di chiamata dell'ascensore faccio dietro front e prendo le scale (perchè preferire le scale all'ascensore: leggi qui)

La mia tendenza è quella di prendere la macchina o montare sul motorino anche quando devo fare pochi chilometri: adesso penso ai danni che recano i trasporti privati (leggi qui) e mi ricordo sempre di prendere la bicicletta impiegando lo stesso tempo per raggiungere la destinazione.

La mia tendenza è quella di tener accesa la televisione in casa quando mangio, quando cucino, quando faccio le pulizie, anche se non la guardo e non c'è niente che mi interessi: adesso che sono consapevole dei danni della pubblicità, delle trasmissioni spazzatura e dei telegiornali manipolati tengo la tv quasi sempre spenta, specialmente quando non ho interesse nel guardarla.

La mia tendenza è quella di mangiare carne quasi tutti i giorni, se non due volte al giorno: adesso che conosco i danni causati dagli enormi consumi di carne (leggi qui) mi ricordo di cucinare carne per me e la mia famiglia solo due o tre volte a settimana.

La mia tendenza è quella di comprare acqua in bottiglie di plastica: adesso non compro più bottiglie ma faccio un piccolo sforzo per raccogliere l'acqua alla fontana pubblica sotto casa oppure usando l'acqua del rubinetto con i dovuti filtri.

La mia tendenza è quella di non curarmi delle luci lasciate accese inutilmente o degli apperecchi elettronici in tensione anche se non vengono utilizzati, lo stesso per l'acqua dello sciacquone, per il rubinetto e per la doccia, non faccio caso agli sprechi di acqua e di elettricità: da oggi farò in modo di osservare la massima sobrietà e parsimonia nell'uso dell'acqua e della luce a casa mia come nel posto di lavoro o ovunque mi trovi.


Invertire le nostre tendenze non sarà facile, ma è onorevole.

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